La mostra dello Spedale dei Pellegrini
La mostra dello Spedale dei Pellegrini

Barberino Tavarnelle (Firenze), 16 settembre 2021 - Ogni amicizia che si rispetti, reale o immaginaria che sia, nasce da un incontro. Dante Alighieri e Francesco da Barberino, due grandi intellettuali del Medioevo, coevi, sono legati da percorsi analoghi e storie di vite parallele. Entrambi esuli, in una relazione ipotetica che avrebbe potuto fatti farli incontrare chissà…ad Avignone.

La cosa certa è che nel 2021, a 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, il Comune di Barberino Tavarnelle, li accoglie e li fa simbolicamente dialogare nella sede dello Spedale dei Pellegrini del borgo medievale di Barberino Val d’Elsa, ospiti d’eccezione di un evento che intreccia narrazioni fantasiose e storie di abilità sartoriali contemporanee, ispirate al Medioevo. L'iniziativa, promossa dal Comune, è realizzata da Happy Days Sartor Antiqua in collaborazione con Pro Loco Achu Barberino Val d'Elsa e gli operatori economici di Barberino Val d'Elsa con la direzione artistica di Francesco Mattonai e Claudia Bianchini.

In un gioco di rimandi tra arte e artigianalità, nello spazio e nel tempo di una bellissima mostra di abiti storici, realizzati a mano dalle volontarie dell'associazione Happy Days Onlus e Sartor Antiqua, nasce e si sviluppa il progetto culturale “Dante e Francesco da Barberino: l’amicizia tra due illustri esuli di Firenze” che i battenti al pubblico lo storico palazzo di Barberino Val d’Elsa.

“L’evento - commenta l’assessore alla cultura Giacomo Trentanovi, che ha inaugurato la mostra insieme al sindaco David Baroncelli - scaturisce dalla passione per l’identità e la memoria storica del territorio coltivata da anni dall’associazione Happy Days onlus che ringraziamo ancora una volta per gli stimoli e gli spunti culturali che offre alla comunità. E aggiunge per annunciare “come amministrazione comunale stiamo lavorando ad un progetto che valorizzi a pieno la figura di Francesco da Barberino partendo dalla necessità di approfondire il suo percorso letterario, il nostro obiettivo è riscoprire un grande intellettuale di respiro europeo ed assegnargli il posto che gli spetta nel panorama culturale dell’epoca”.

La mostra espone una sequenza di costumi che si ispirano ai personaggi, ai luoghi e ai loro percorsi biografici raffigurati in alcune opere del quattordicesimo e del quindicesimo secolo. Una grande passione per l’ago e il filo che esprime talento e attenzione filologica alla realizzazione dei costumi. Ogni abito è, infatti, frutto di un lavoro di ricerca che prende vita dalle diverse fasi che compongono la realizzazione sartoriale di un costume, dalla scelta del tessuto al modello, dal taglio alla cucitura e alle rifiniture.

“Gli abiti sono stati realizzati per riprodurre il più fedelmente possibile i dipinti cui ci siamo ispirati – precisa l’organizzatrice Anna Brancaccio – abbiamo confrontato e studiato le immagini rappresentate nei primi codici miniati, come il famoso Palatino 313, conservato presso la Biblioteca nazionale di Firenze, siamo stati affascinati dai disegni di Botticelli, dalle stampe di Gustav Dorè, dall’immagine di Dante raffigurata da Giotto e Domenico di Michelino”.

E ci sono altre meraviglie che l’evento invita a scoprire. Una di queste è il video, proiettato all’interno della sede espositiva, del film muto “Inferno”, uno dei primi grandi colossal della storia del cinema, realizzato in Italia nel 1911. “In 68 minuti di lunghezza - spiega Francesco Mattonai - viene ripercorso l'intero Inferno dantesco, il film è stato restaurato dalla Cineteca di Bologna e distribuito all'interno della collana Il Cinema Ritrovato, la pellicola è stata realizzata da La Milano Films, una casa di produzione cinematografica attiva dal 1910 al 1926, nel periodo del cinema muto fra le principali in Italia e la più importante a Milano per quantità di opere realizzate”.

La mostra è visitabile fino al 31 ottobre. L’ingresso è consentito esclusivamente a chi è in possesso di Certificazione verde Covid-19.

Ilaria Biancalani