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Arezzo, 19 luglio 2019 -Non solo sinfonica, non solo opera. Sabato 20 luglio alla Casa della Musica la musica da camera è protagonista di Arezzo Raro Festival, con Anatomia di un Trio. La più tradizionale e canonica delle formazioni cameristiche si confronta con una vetta del repertorio per trio violino-violoncello-pianoforte: il Trio op.8 di Johannes Brahms. Capolavoro giovanile del grande compositore amburghese, revisionato poi nel 1889, in età matura.

 

Giovanni Andrea Zanon al violino, Erica Piccotti al violoncello e Stefano Andreatta al pianoforte eseguiranno questo vero gioiello del repertorio: un trio costituito da tre musicisti dalle spiccate individualità, giovani e già affermati solisti che s’incontrano in una formazione di altissima qualità per far dialogare i loro talenti.  L’esecuzione sarà introdotta e analizzata da Paolo Gavazzeni, che guiderà il pubblico nella fruizione di quest’opera,nell’intento di mostrarne, appunto, l’anatomia.

 

A soli 21 anni, Giovanni Andrea Zanon è considerato tra i più promettenti violinisti italiani. Inizia lo studio del violino all’età di quattro anni presso il Conservatorio di Padova, risultando il più giovane studente ammesso nella storia delle istituzioni musicali statali italiane. In seguito si diploma al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia col massimo dei voti, lode e menzione d’onore.

Vincitore e finalista in oltre trenta concorsi nazionali ed internazionali, Giovanni Andrea si è già esibito come solista in più di 250 concerti in Italia, Svizzera, Germania, Polonia, Russia, Austria, Canada e Stati Uniti. Particolarmente a proprio agio come solista con l’orchestra, si è esibito nei più importanti teatri italiani, tra cui il Teatro alla Scala di Milano e il Teatro La Fenice di Venezia.

Oltre a proseguire gli studi con Pinchas Zukerman a New York, si perfeziona con Antje Weithaas alla Hanns Eisler Academy di Berlino e con Sonig Tchakerian all’Accademia di Santa Cecilia di Roma.

 

Erica Piccotti, nata a Roma nel 1999, si diploma in violoncello a soli 14 anni presso il Conservatorio di S. Cecilia. Continua gli studi con Antonio Meneses presso l'Hochschule der Kunste di Berna, l'Accademia W. Stauffer di Cremona e l’Accademia Chigiana di Siena e con F. Helmerson presso la Kronberg Academy dove consegue il Master of Music e dove attualmente frequenta l’Academy Professional Studies. Vincitrice di numerosi primi premi in concorsi nazionali e internazionali ha suonato in festival prestigiosi ed è stata invitata ad esibirsi in importanti teatri italiani sia come solista, sia condividendo il palcoscenico con altri strepitosi artisti. Suona un violoncello Ruggeri (Cremona, 1692) gentilmente concesso dalla Fondazione Micheli di Milano.

 

Stefano Andreatta inizia giovanissimo lo studio del pianoforte con il padre e si diploma presso il Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto nella classe di Francesco Bencivenga. Dopo le esperienze        di studio con Jerome Lowenthal e Anna Kravchenko, dal 2015 prosegue il perfezionamento con     Massimiliano Ferrati e con Niklas Sivelov presso la Royal Danish Academy of Music di Copenaghen. Nel 2018 viene ammesso all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella classe di Benedetto Lupo. Riceve numerosi premi in concorsi nazionali e internazionali per giovani pianisti e dall’età di vent’anni si afferma in competizioni pianistiche internazionali in Italia e all’estero. Ha collaborato e ricevuto      apprezzamenti da artisti quali Jerome Lowenthal, Mario Brunello, Natalia Trull, Garrick Ohlsson, András Schiff. Ha suonato da solista e con orchestre in innumerevoli palcoscenici.

 

Il cartellone proseguirà poi fino al 28 luglio con appuntamenti quotidiani che trasformano la città toscana in un laboratorio culturale, dove si intrecciano differenti linguaggi che dalla musica da camera, al rock, fino alla lirica intendono offrire inesauribili emozioni sposandosi a location uniche.

 

Domenica 21 luglio al Teatro Petrarca va in scena la replica de Le cantatrici villane, per la regia di Piero Maranghi e Paolo Gavazzeni. Sul podio Donato Renzetti dirige la Filarmonica Gioachino Rossini.

Lunedì 22 luglio in Piazza Grande Omar Pedrini, sarà protagonista di “Opera Rock” mentre martedì 23 lugliopresso la Sala Vasariana saranno proiettati tre film della serie Arte al Cinema.

Mercoledì 24 luglio ancora alla Casa della Musica, l’Ensemble Sezione Aurea si esibirà nello spettacolo Tiranno Amor, omaggio a Pietro Antonio Cesti, nel 350° anniversario della morte mentre invece nella Sala Vasariana, giovedì 25 lugliosaranno proiettati lavori che hanno stavolta come protagonista la musica classica. Sabato 27 luglio, il Teatro Petrarcaospita “L’arte dell’incontro” un appuntamento dedicato a Maurizio Fabrizio.

 

Appuntamento straordinario venerdì 26 e domenica 28 luglio all’Anfiteatro Romano, con una perla indiscussa della nostra tradizione lirica: la Traviata di Giuseppe Verdi, presentata ad Arezzo Raro Festival con un allestimento originale dell’Associazione Arena Sferisterio Macerata e della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi che l’ha resa celebre come “Traviata degli Specchi”.

 

Nato da un’idea di Donato Renzetti il festival è voluto e prodotto dalla Fondazione Guido d’Arezzo e dal Comune di Arezzo insieme alla Filarmonica Gioachino Rossini con media partner Classica HD, il canale di Sky esclusivamente dedicato alla musica classica e reso possibile da sponsor e partner come Polo Museale della Toscana, C-Way, Fraternita dei Laici, Coingas, Conad, Camu-Casa della Musica, Ubi Banca, Fondazione Ivan Bruschi, con la collaborazione tecnica di Poti Pictures.