Lucca, 12 dicembre 2017 - DA CINQUE a quindici in un solo anno. Per contribuire, seriamente, a valorizzare le nostre tradizioni e il nostro patrimonio culturale, sotto attacco da più parti. Sono ben quindici quest’anno (cinque nel 2016) i presepi allestiti grazie all’impegno dell’associazione Ville e Palazzi Lucchesi, che raduna oltre 100 proprietari di dimore storiche del nostro territorio. I presepi, allestiti in edifici di città e di campagna, come pure in molte cappelle, saranno visibili sino all’Epifania. E ognuno di essi ha una storia da raccontare, come quello di palazzo Boccella, fatto di marzapane e cioccolato grazie agli studenti del MADE, o quello di villa Lazzareschi, realizzato per l’impegno della scuola media di Camigliano. La maggiore novità è però il presepe allestito, per la prima volta in assoluto, nel Museo statale di palazzo Mansi in via Galli Tassi. Costituito da undici pezzi, che fabbricati un arco temporale che va dal ‘600 all’800, è stato predisposto nella cappella che si apre a fianco del salone della musica. I pezzi provengono dalla collezione di Reanta Frediani che ha curato l’allestimento, i magi, in legno e ceramica sono della scuola napoletana. L’effetto è a dir poco emozionante e vale la visita (martedì-sabato dalle 8,30 alle 19,30).

«L’OBIETTIVO – spiega Vittoria Colonna, presidente dell’associazione – è far visitare dei luoghi storici di assoluta importanza e contemporaneamente riscoprire le nostre tradizioni più forti, come appunto la Natività». «Non avevamo i pezzi – aggiunge il direttore del Museo, Rosanna Morozzi – ma come l’associazione ci ha proposto l’idea, abbiamo subito aderito: questo è un museo della città e per la città». I presepi sono visibili, oltre che a palazzo Mansi, a palazzo Bernardini (dal 18 dicembre), nella chiesa di San Pietro Somaldi (dal 24), alla pieve di San Pancrazio, a quella di San Lorenzo, alla chiesa di Ciciana (dal 24 dicembre), a quella di San Quirico in Petrojo, alla cappella Santini di villa Torrigiani, a villa Lazzareschi, nella chiesa Santa Maria Assunta a Tofori, a villa Gambaro di Petrognano, a palazzo Buonvisi, a palazzo Boccella, nella chiesa di Santa Maria Maddalena a San Gennaro e alla fortezza di Montecarlo.

Fabrizio Vincenti