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16 mag 2022

Le sculture colossali di Pablo Atchugarry nelle piazze di Lucca

L'allestimento delle opere del grande artista uguruaiano saranno presenti in diverse zone della città

16 mag 2022
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L'artista Pablo Atchugarry all'opera con una scultura
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L'artista Pablo Atchugarry all'opera con una scultura

Lucca, 16 maggio 2022 – L'artista uruguaiano Pablo Atchugarry arriva a Lucca con 45 opera in esposizione dal 4 giugno al 4 settembre in una mostra particolare e diffusa che allieterà la vista dei tanti visitatori della città toscana per tutta la stagione estiva.

In questo grande allestimento diffuso, di uno dei più importanti esponenti della scena artistica contemporanea internazionale, la città toscana ospiterà "Il risveglio della Natura" una mostra lungo un percorso che si snoda all'interno della cerchia muraria cinquecentesca, le vie del centro, i sagrati delle chiese più importanti della città e due sedi espositive indoor. 

L'arte di Atchugarry, fatta di marmi che sembrano librarsi verso il cielo, bronzi e opere lignee, sarà, per la prima volta, esposta in una mostra pubblica. Il percorso, pensato come dialogo con la tradizione culturale, storica e artistica di Lucca è curato da GianGuido Grassi e organizzato dalla fondazione banca del Monte di Lucca, dalla fondazione Lucca sviluppo e dall'associazione Start- Open your eyes, con il contributo del comune di Lucca. L’esposizione ha il patrocinio del consiglio regionale della Toscana, di confindustria Toscana nord e CNA di Lucca. 

"Con questa esposizione – sono le parole di Andrea Palestini, presidente della fondazione banca del monte di Lucca – il palazzo delle Esposizioni di Lucca torna ad accogliere un nome di rilievo internazionale e un evento dal grande impatto emotivo che, all’interno come all’esterno del palazzo, dialogherà con la nostra città, i suoi abitanti e i tanti visitatori che sono tornati ad animarla".

"In questo momento storico – dichiara il curatore della mostra GianGuido Grassi - abbiamo bisogno di ritrovare valori e speranza e la bellezza sembra offrire all'umanità un'ancora di salvezza: l’artista con la sua creatività è vicino al Principio primordiale da cui scaturisce l'universo; lo scultore libera la materia per farne opera nuova: da qui il titolo della mostra appunto, 'Il Risveglio della Natura'. Davanti alle sculture di Pablo, siano esse radici di olivo, in marmo statuario di Carrara, fusioni in bronzo, avvertiamo un’emozione particolare, intuiamo un mistero, una sorta di preghiera. Per dirla con Platone: la potenza del Bene si è rifugiata nella natura del Bello".

La mostra diffusa

Dieci opere lignee troveranno spazio nella Chiesa dei Servi, costruita alla fine del 1300, mentre le spettacolari opere in marmo bianco di Carrara, nero del Belgio e rosa del Portogallo saranno ospitate dal palazzo delle Esposizioni, insieme ad alcuni bronzi.

Cinque le opere collocate all’aperto, nei principali luoghi d’interesse del centro storico: piazza San Martino, l’Agorà, piazza San Michele (l’antico foro), Porta San Pietro, sulle mura in corrispondenza del baluardo di San Frediano. L’allestimento in esterno proseguirà fino al 30 settembre. Le due sedi espositive indoor saranno aperte a ingresso libero tutti i giorni dalle ore 16 alle ore 20, escluso il lunedì. 

Le parole dell'artista

"Amo l’Italia – dichiara l’artista Pablo Atchugarry - dove sono arrivato da giovane quando partii dalla mia terra, l’Uruguay, per venire in Europa e attingere alle fonti della cultura. Era il 'Viaggio'; la prima città è stata Roma, nel 1977, poi Parigi, Copenaghen. In quei tempi per non pagare l’albergo viaggiavo in treno di notte. La mostra di Roma del 2015 è stata la realizzazione di un sogno, le mie sculture dialogavano con oltre duemila anni di storia. In Italia, a Lecco dinanzi a quel ramo del lago di Como, sono rimasto tutta la vita, qui sono cresciuti i miei figli. Oggi posso dire che l'Italia è il nostro Paese dove vivo e di cui sono cittadino. Sono legato alla Toscana sono andato la prima volta sulle Alpi Apuane nel 1979. Fu un momento decisivo per la mia carriera, ho conosciuto l’origine e la bellezza del marmo che è diventata la materia privilegiata del mio lavoro. I marmi sono i figli della montagna e appartengono al mondo; così sono le mie sculture che hanno le gambe e, come un padre, le vedo partire e acquisire una vita propria. A volte penso che tutte queste mie opere verticali, queste punte, altro non siano che invocazioni, un interrogarsi, un andare a vedere le stelle: percepire l'energia dell'Universo, ritrovare gli elementi primordiali per compiere il viaggio fra materia e luce". 

Ancora l'artista, "Lucca è una città internazionale a misura d’uomo. Per il significato storico che vorrei dare a questa mostra per la prima volta nella mia vita ho pensato di presentare una selezione di sole sculture lignee, un Giardino degli Olivi, simbolo di Resurrezione, sculture scaturite da radici di alberi secolari che non dovevano morire. Tutti abbiamo bisogno di radici, prendono il nutrimento dalla terra, sono loro che ci permettono di salire verso il cielo. Come le piante in Amazzonia cerco di innalzare le mie sculture verso la luce: liberandosi dal peso della materia e dalla fatale attrazione verso il basso della vita, esse rivolgono lo sguardo verso il cielo aprendo la strada alla libertà e alla speranza. Penso che questa sia la missione dell’arte e della bellezza o, quanto meno, quella a cui cerco quotidianamente di adempiere con la fatica del mio lavoro di scultore".

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