Il gatto con gli stivali
Il gatto con gli stivali

Arezzo 19 febbraio 2021 - Un gatto con gli stivali che diventa una gatta, una messa inscena teatrale che usa tutti i linguaggi possibili per raccontare un classico del mondo delle fiabe, figure, pupazzi, scenografie, video, attori in carne e ossa e ombre, immagini e filmati, disegni animati.  Una rilettura per trasformare il teatro per ragazzi in teatro digitale e vedere lo spettacolo in diretta da casa sulla piattaforma ilsonar.it domenica 21 febbraio alle 18 con visione gratuita.  Un evento creato da Diffusioni/Kanterstrasse teatro, Auditorium Le Fornaci di Terranuova, Rete teatrale aretina per il Festival dello spettatore. Un racconto per il digitale

immaginato e creato da Marco Ferro realizzato dallo stesso Ferro con Stefano Pirovano, Valeria Sacco, Giulietta De Bernardi, Soledad Nicolazzi, Anna Fascendini e prodotto da Campsirago Residenza che può essere acquistati a 5 euro sul sito https://bit.ly/3tXsde2

La fiaba del “Gatto con gli stivali”, un classico della letteratura per l'infanzia, è ben nota: un giovane ragazzo, rimasto orfano, riceve in eredità un gatto che  grazie alle sue straordinarie doti, lo aiuta ad arricchirsi e a trovare una sua collocazione nel mondo, fino al matrimonio con la figlia del Re. Qui è raccontata da un attore che in diretta svolge una triplice funzione: quella di narratore ed interprete dell’intera vicenda, quella di animatore che durante la diretta fa uso di piccoli elementi derivati dal teatro di figura per raccontare lo sviluppo della fiaba, e quella di tecnico, dal momento che è l’attore.

“Questo particolare impiego di diverse tecniche che derivano dal teatro di figura ha una duplice valenza - spiega Marco Ferro -  oltre a farsi veicolo espressivo della storia narrata, ci permette di mostrare la componente estremamente artigianale dell’intero processo creativo e realizzativo. Processo a cui, nell’ultima parte dell’incontro, dedichiamo un tempo di confronto e di dialogo con i giovani, e meno giovani, spettatori. Questo perché, nelle nostre intenzioni, il senso dell’intero progetto non si esaurisce con il termine della storia narrata di ma, al contrario, è a partire da là che ci auguriamo possa continuare”.

Una creazione “artigianale” che usa strumenti digitali: “Per la costruzione della drammaturgia siamo partiti dalla celebre versione di Perrault per poi abbandonarla e ripercorrerne le traccie a ritroso, attraverso la versione dei fratelli Grimm e di Straparola, fino ad approdare al ‘Cagliuso’ di Basile, dove i toni scuri, il contesto di estrema miseria in cui è ambientato e la lingua amara di cui si serve, rendono il racconto comico e tragico al tempo stesso e, a nostro avviso, più contemporaneo, perché a distanza di sicurezza dal canonico messaggio moralistico ed edificante che ci viene sovente proposto”. Nella riscrittura il  gatto/gatta è l’alter ego del ragazzo che si avventura in un mondo di figure, ombre, video, tanti linguaggi figurativi  compresi i quadri più famosi dove gli attori si muovono in una scena in cui è tutto a vista in un gioco teatrale ma allo stesso tempo magico.

“L'intento - si legge nelle note di regia - è infatti quello di rendere i giovani spettatori partecipi, non solo della storia narrata, ma anche dell'intero processo creativo che ha permesso di realizzarla, attraverso una prospettiva che ne svela l'illusione e l'artificio, senza tuttavia svilirne la carica di mistero”.