Dacia Maraini
Dacia Maraini

Arezzo 27 novembre 2020 - Parole per leggere il presente. È l’idea alla base del nuovo festival "Abbecedario del reale”, a cura di Macma, realtà che lavora con il cinema documentario e audiovisivo. La prima edizione del festival si terrà da sabato 28 novembre fino a gennaio completamente online, con  incontri, interviste, proiezioni e prime assolute, tra cinema e attualità, visibili gratuitamente sul sito lefornaci.org. L’iniziativa inaugura la nuova “stagione extra” dell’Auditorium Le Fornaci di Terranuova. 

Ogni settimana due parole da spiegare con l’aiuto di autori, scrittori, registi e professori. Sempre in video, online. Si parte dalla A, come animale in rapporto con l’uomo, tra i protagonisti il filosofo Felice Cimatti e il film cult “L’uomo delfino” di Lefteris Charitos, sul leggendario apneista Jacques Mayol (sabato 28 novembre), per poi dedicare il primo weekend alla femminilità (domenica 29 novembre): tra le ospiti la scrittrice Dacia Maraini e la linguista Vera Gheno, la proiezione “Les plages d’Agnès”, auto-documentario di e con Agnès Varda, pioniera della Nouvelle Vague francese, e quella di “Sono innamorato di Pippa Bacca” il film di Simone Manetti sull’artista italiana. 

La seconda lettera è F come femmina con un omaggio alla regista Valentina Pedicini, recentemente scomparsa, con il suo cortometraggio “Era ieri”. Clima e ambiente nella società di oggi sono sotto i riflettori con l’esperto professore Luca Mercalli, insieme al grande geografo Franco Farinelli si indagherà il rapporto attuale tra uomo, spazio e distanze, e Telmo Pievani ci parlerà del suo ultimo libro “Finitudine. Un romanzo filosofico su fragilità e libertà” (venerdì 4 dicembre). Si parlerà di come cambiano le prospettive personali dei viaggiatori, con lo scrittore Paolo Rumiz (il 5 dicembre). Gli esseri umani, sempre al centro, delle relazioni e del mondo, sono gli attori nello spettacolo voce e disegni “Cinque” con il cantautore Giovanni Truppi e i disegnatori Marta Cerri e Pietro Scarnera (sabato 19 dicembre). Per poi tornare alla terra, nel focus su ciò che nasce dal seme, come la produzione di casa Macma “Prima di me”, con musiche a cura di Valdarno Jazz e animazioni di Francesco Taddeucci (2 gennaio), e dà vita al mondo, ai suoi problemi, figli di corruzione e scelte politiche ed economiche inadatte, come quelle che descrivono i giornalisti Stefano Liberti, Domenico Quirico e Annalisa Camilli (sempre il 2 gennaio). Un mondo che, però, vale la pena comprendere e conservare, come ci insegna il botanico Stefano Mancuso (il 9 gennaio).

Il programma dettagliato di questo fine settimana vede l’inaugurazione del festival sabato 28 novembre con “A come animale” sul rapporto uomo e altri animali, con un incontro sul tema con il filosofo Felice Cimatti, a cui segue la proiezione in prima toscana di “Auspicio”, alla presenza dei registi Elena Goatelli e Angel Luis Esteban Vega (oggi, più che in passato, la nostra sopravvivenza dipende dall’abilità di capire il messaggio che gli uccelli ci portano). A seguire intervento su “Il cane e il filosofo. Lezioni di vita dal mondo animale” e su “Quattro capanne” di Leonardo Caffo e la proiezione de “L’uomo delfino” di Lefteris Charitos, con intervento del regista, sul leggendario apneista Jacques Mayol, sub e viaggiatore, che varca il limite delle possibilità umane come mezzo d’esplorazione del proprio essere. 

Domenica 29 novembre doppia sessione: “F come Femmina”, che racchiude l’intervento su “Femminili singolari” di Vera Gheno, la proiezione di “Sono innamorato di Pippa Bacca” il film di Simone Manetti (presente con un intervento video) che racconta il viaggio-performance dell’artista Pippa Bacca, in autostop fino a Gerusalemme attraverso i paesi sconvolti dalle guerre, dove troverà la morte; “Les plages d’Agnès” (presentazione di Alberto Crespi e Dario Zonta) un film di e con Agnès Varda, che tornando sulle spiagge che hanno segnato la sua vita, inventa un auto-documentario che con umorismo ed emozione racconta i suoi esordi nella fotografia di teatro e alla sua carriera di regista innovatrice. A seguire l’intervento su femminismi e scrittura, donne e luoghi, con Nadia Terranova e il suo “Come una storia d’amore”, Dacia Maraini introduce “Trio”, sua ultima fatica sul tema del femminile, con Cristina Comencini che legge un brano dal suo “L’altra donna”, e Maria Rosa Cutrufelli con la lettura de “L’isola delle madri”. Concluderà la giornata “G come genere”, con la proiezione di “Un uomo dev’essere forte”, grazie anche all’intervento delle registe Ilaria Ciavattini e Elsi Perino, il racconto di Jessica che diventa Jack, in collaborazione con Chimera Arcobaleno – Arcigay Arezzo, per il progetto Ready.