street art capolona
street art capolona

Arezzo 15 settembre 2020 - Li hanno accolti un po’ guardinghi. Hanno offerto i muri delle proprie case ma non sapevano cosi ci avrebbero dipinto. Ma  è durato poco, pochissimo. Dopo essersi messi sui balconi a guardare i lavori in corso e gli artisti all’opera, adesso la gente del posto ha messo a disposizione muri e facciate per le prossime realizzazioni. Era questo il progetto che il Comune di Capolona aveva in mente quando l’assessore Gianluca Norcini e il curatore Matteo Bidini hanno dato il via al "52010 Art Fest”, fare di Capolona la città dei murales e, quando sarà possibile Covid permettendo, anche una scuola per artisti di strada o comunque un punto di incontro tra giovani e writers. A conquistare tutti sono stati Exit Enter e Francisco Bosoletti e i capolonesi  hanno aperto le loro case offrendo pranzi, cene, caffè e merenda. Li hanno conquistati perché il ponte con i bambini che pescano una scarpetta d’oro dall’Arno dipinto sulla facciata della scuola elementare e il grande uomo che sembra emergere dall’acqua sulla casa della macelleria Dini raccontano di loro, lo spirito del luogo, il rapporto antico tra l’uomo e il fiume che è vita, storia, economia, strada, ora sostituito dalla ferrovia. Non è un caso infatti che Bosoletti, giovane argentino innamorato del classicismo e del Rinascimento italiano che ha lasciato un segno profondo nei quartieri di Napoli disegnando  figure canoviane, abbia disegnato all’altezza del passaggio a livello, una grande mano le cui linee della vita ricordano le vie del fiume. Non senza curiosità, come quella del macchinista  che ha fermato il treno per chiedergli se avesse il permesso. L’attaccamento al luogo è anche questo. Le opere sono finite e in mostra, basta andare verso Piazza della Vittoria. Quelle di Bosoletti vanno guardate con il cellulare impostando i “colori negativi” come una vecchia pellicola fotografica e sarà come vederli uscire dalla parete. Mentre oltre al murales dei bambini di Exit Enter fino a domenica sarà aperta in piazza, in un fondo anche questo messo a disposizione gratuitamente da un residente, la mostra “La leggerezza dell’essere” dedicata alla serie dei cieli. Disegno classico e tecniche moderne, opere d’arte che escono dai musei e invadono i muri. La filosofia di un festival che scende tra la gente.