Sommelier Ais Massimo Rossi
Sommelier Ais Massimo Rossi

Arezzo 20 marzo 2020 - Hashtag #iochevinobevo, #iobevoaretino, #stappatincasa. Ma l’idea è una sola, un viaggio intorno al vino quello proposto dall’associazione italiana sommelier delegazione di Arezzo. Il responsabile della delegazione aretina  Massimo Rossi ha pensato di utilizzare Facebook per accompagnare alla scoperta di questo prezioso tesoro italiano, proprio ora che rischia la crisi con il crollo del 75 per cento delle esportazioni bloccate sia dall’emergenza sanitaria sia dalla immotivata paura di clienti stranieri che hanno rispedito al mittente gli ordini fatti o di annullare quelli a venire. Una cifra importante per le aziende vitivinicole, italiane e aretine e che spinge a incentivare e consumare, correttamente, la nostra produzione. Sulla pagina del presidente aretino dell’Ais quotidianamente esperti sommelier propongono degustazioni guidate di vini. La descrizione del luogo da cui provengono, le caratteristiche del territorio e della vinificazione, il ritratto del colore, del profumo e del sapore aiutano a capire come riconoscerli e apprezzarli. Ma  non solo. Sempre qui continuano i corsi di avvicinamento al vino e i corsi da sommelier per non interrompere l’attività. “ Anche se le aule Ais sono chiuse, la nostra community non si ferma - spiega Rossi - con i nostri migliori docenti e i più famosi sommelier, continuiamo a raccontare i vitigni, i vini, i produttori e i territori del nostro grande paese”. E così in date e orari prestabiliti si tengono o corsi collettivi grazie alla piattaforma di lavoro Zoom. Gli argomenti restano gli stessi, dalla degustazione con esame visivo alla figura del sommelier, dall’analisi  delle sensazioni del vino alla conoscenza dei vini regionali. C’è persino lo spazio per un flash mob tasting durante il quale è possibile condividere le proprie bottiglie alla presenza, virtuale, di sommelier ospiti. “Loro bevono e noi si ascolta - spiega ancora Rossi -  ma ci accompagnano alla scoperta dei grandi vini italiani, la distanza non ci divide perché ci vediamo. Possiamo comunque raccontare l’esperienza con il vino”. Una esperienza condivisa anche dagli stessi coltivatori e produttori ora alle prese con la potatura delle viti, perché dalla rimozione dei vecchi tralci  rinasceranno presto nuove gemme.