Arezzo Wave
Arezzo Wave

Arezzo 26 marzo 2020 - Da oltre trent'anni porta la musica sul palco di Arezzo e ora lo ricorda aprendo i suoi archivi. “Entra nella nostra storia” è la proposta della Fondazione Arezzo Wave e di Mauro Valenti. . Nasce nel 1987 Arezzo Wave, ci ha fatto conoscere artisti conosciuti, artisti che ancora non lo erano ma che sono diventati i grandi nomi della scena internazionale. E’ un viaggio nel tempo quello che  la Fondazione Arezzo Wave ha deciso di condividere con chi c’era e con chi non c’era e con chi non era ancora nato. Serate evento dai palchi del Prato a quello del Campo Militare fino allo Stadio, ma anche di Lecce, Livorno, Firenze. Artisti, aneddoti, curiosità, pezzi unici, cantanti esordienti sul piccolo palcoscenico dello Psycho stage al Pionta, ora grandi amici di Mauro Valenti, del suo festival, della città. Un modo per risentire la grande musica rock live. 

“La musica non si ferma - insiste Valenti - e non si fermano neanche la memoria e il ricordo delle storiche avventure del festival grazie ad Arezzo Wave Station, con la pubblicazione dalla pagina Facebook ufficiale di Arezzo Wave di tanti video, testimonianze e aneddoti”. Tra le rarità, l’esibizione di una giovanissima Petra Magoni vincitrice con la sua band, i Senza freni, delle selezioni di Arezzo Wave Toscana nel 1995, lo stesso anno in cui un allora sconosciuto Ben Harper si esibiva per la prima volta in Italia proprio sul palco del Festival annunciato dal presentatore Luigi Diaco, data unica e per la prima volta in Italia. Ma ricordi irrompono: “C’è il  concerto alle 6 di mattina di Giovanni Lindo Ferretti a Ponte Buriano - continua Valenti - Fossati nel 1996, il primo tra gli artisti seri e famosi a salire sul nostro palco alternativo, nel 2012 Yann Tiersen  in data unica anche lui, quell’anno toccammo le 100mila presenze, il 1999 è l’anno di Tricky e di Youssou N’Dour che dal Senegal non riusciva a venire per uno sciopero dei voli, ma volando da Bruxelles a Firenze arrivò ad Arezzo sette secondi prima di salire sul palco. E, per me,  il più grande dei concerti della storia di Arezzo Wave, nel 2008 a Livorno i Chemical Brothers. E ancora Anthony and the Johnson nel 2005, la prima volta in Italia con un cachet di 3mila euro. Suonava allo Stadio dopo i Negramaro e non aveva il coraggio di salire, aveva paura che lo fischiassero, lo abbiamo convinto a fatica, poi si mise al piano e avvenne il miracolo, il pubblico ancora carico per i Negramaro si ammutolì in un silenzio irreale e fu magia”. Dal 1987 ad oggi, sui palchi del festival si sono alternate band che hanno fatto la storia del rock italiano come Afterhours, Negrita, Marlene Kuntz, The Zen Circus, I Ministri, Fast Animals Slow Kids e molti altri. Un carico di nostalgia.