L'aratore
L'aratore

Arezzo 22 settembre 2019 - L'originale è al Museo nazionale di Villa Giulia a Roma. Ma l’Aratore di Arezzo, un altro capolavoro etrusco portato via dalla città, in qualche modo torna a casa, grazie alle copie realizzate dall'istituto professionale “Margaritone” di Arezzo e che domenica 22 settembre alle 17 verranno consegnate al Museo Archeologico aretino in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Il gruppo scultoreo è stato creato durante il progetto "Tocco d’arte: la tecnologia digitale come strumento di inclusione" sviluppato in accordo con il Polo museale della Toscana, e raffigura fedelmente il piccolo gruppo bronzeo del 430-400 a.C. con due buoi aggiogati condotti da una figura maschile, ritrovato ad Arezzo nel Seicento. Le due riproduzioni sono state realizzate con due materiali diversi: materiale plastico destinata alle attività didattiche, in bronzo per avviare un progetto di arte tattile all’interno del Museo.  La copia in bronzo con un supporto domotico sarà inserita nel percorso museale e, attraverso l’esperienza sensoriale tattile, ne permetterà la fruizione anche a persone con disabilità, cosa che non sarebbe possibile con il reperto originale.

Una sorta di ritorno a casa come la riproduzione dell’ologramma della Chimera, sempre al Museo Archeologico aretino. Il tema dell’accessibilità per tutti al nostro patrimonio culturale inteso anche come divertimento, condivisione, sperimentazione ed evasione, si ripropone con forza in occasione delle Giornate europee del Patrimonio. E questo è possibile solo rimuovendo ostacoli. L’attività didattica è stata condotta dal professor Andrea Scatizzi e ha coinvolto l’Unione italiana Ciechi e i due musei archeologici di Arezzo e di Roma. Al progetto hanno partecipato le ditte 3DZ Toscana, e il suo staff tecnico, per la scansione dell'originale e la stampa 3D delle copie, e GN Microfusione, per la fusione della copia in bronzo. Il percorso didattico ha coinvolto gli alunni delle classi 4° e 5° elettrici (dell’Istituto Tecnico Professionale “Margaritone” di Arezzo) che prima hanno studiato la storia delle statuette etrusche, poi in laboratorio hanno sperimentato sistemi di domotica ed automazione, successivamente hanno realizzato il supporto e preparato l’evento di presentazione. Un lavoro che li ha portati a studiare come un bene culturale possa essere conosciuto anche da chi non vede utilizzando le tecnologie a fini sociali. All’evento interverranno il consigliere regionale dell’Unione Italiana Ciechi della Toscana Franco Pagliucoli e lo scultore non vedente Felice Tagliaferri, noto a livello internazionale, che interagiranno con gli alunni in un dialogo a più voci.