Claudio Magris (da brochure dell'Università degli Studi di Firenze)
Claudio Magris (da brochure dell'Università degli Studi di Firenze)

Firenze, 2 maggio 2019 - "Firenze per Claudio Magris" che lo ha celebrato nella giornata inaugurale dell'82° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, gli dedica un convegno universitario, gli consegna, con la vice sindaca Cristina Giachi, le "chiavi della città" per il valore e la bellezza "delle parole da lui scritte e pronunciate, in modo semplice e raffinato, in una lunga storia di vita a lui che, con le proprie riflessioni, ha attraversato e attraversa il XX secolo e la Mitteleuropa, in una prospettiva che stimola a superare i confini”.

Leggendo i suoi ultimi cinque racconti posti sotto il titolo di 'Tempo curvo a Krems', editi ad aprile da Garzanti, si sente come Claudio Magris "salga" sempre di più, sospinto da una forza interiore ben levigata e con quella sua mitezza capace di scavare nelle pietre. Il suo percorso "ascensionale" non è finito. Ci imbattiamo nella sapienza di un abile cesellatore, che incide con apparente leggerezza anche la sostanza più pesante della Storia e la offre al lettore con una capacità attrattiva che fa ben dire al Nobel della Letteratura Vargas Llosa che Claudio Magris è "uno dei più grandi scrittori del nostro tempo". Considerazioni analoghe vanno fatte anche in relazione all'editorialista, che analizza senza incendiare ma lascia pensare e interloquire con contenuti non banali chi ne incontra la riflessione (ricordate la sua espressione "ci vuole memoria senza ossessione?").

Le persone di frontiera possono sviluppare o un nazionalismo rigido ed etnico o, al contrario, sapere guardare a quella confluenza di culture e di movimenti storici ed esistenziali che aprono lo sguardo a dimensioni più ampie e meno rigide, quali sono quelle del mare che bagna Trieste e che sembra portare le sue onde sotto ogni pagina di Magris.

Ernestina Pellegrini, che insegna Letterature comparate all'ateneo fiorentino e cura per Mondadori i Meridiani dedicati a Magris, è all'origine con Maria Fancelli, Rita Svandrilk, con la collaborazione della rivista 'Il Portolano, del convegno internazionale 'Firenze per Claudio Magris', in programma venedì 3 maggio, dalle ore 9, nell'Aula Magna del Rettorato dell'Università degli Studi di Firenze (piazza San Marco 4). Allo scrittore triestino sarà fatto dono dell'opera 'Pegaso' di Onofrio Pepe e, nell'occasione, gli saranno rivolte anche due lettere di Francesco Gurrieri e Giuliano Scabia. Con un undici interventi suddivisi in due sessioni (quella pomeridiana, dalle 14.30, sarà presieduta da Enza Biagini) verranno presi in esame i diversi aspetti e le fonti dell'opera di Magris, dalla sua "biblioteca" europa (Marino Biondi) agli alfabeiti filosofico-religiosi ("Il Vangelo mi prende alla gola", Valentina Fiume) alle modalità di esercizio del potere (Ernestina Pellegrini, "Il segreto e la sua custodia sono un elemento fondamentale del potere"). Alle 17 le letture teatrali dall'opera 'Non luogo a procedere', a cura di Teresa Megale e la compagnia 'Binario di scambio'.


Michele Brancale