Il duo dei Karpov not Kasparov
Il duo dei Karpov not Kasparov

Firenze, sabato 29 aprile 2017 - Un progetto musicale ambizioso ed innovativo, nato nel 2009, quello del duo romeno Karpov Not Kasparov: fusione di stili, intrecci visuali e di performance artistiche trasversali. Il duo sarà ospite di BUH! Circolo culturale urbano, sabato 29 aprile alle 22.30 (Via Panciatichi 16, Firenze - Ingresso libero soci Arci).

“Soundtrack for a game of chess”, vostro album d'esordio, è stato nominato uno dei lavori più ben fatti da Radio Romania Cultural, Radio Europa Libera e Vice Magazine. L'ultima uscita discografica “The vocal edits” è stato considerato come uno degli “album di musica elettronica più belli degli ultimi trent'anni” da Muzici&Face: come vi sentite a rappresentare il ruolo di uno dei gruppi di maggior tendenza nell'Est Europa?

"Ci si sente alla grande, in effetti. La verità è che c'è una nuova, grandissima, ondata di talenti emergenti nella musica elettronica romena e dell'est, così come nel cinema. Sentirete parlare molto dei nostri artisti nei prossimi anni, e questo ci rende entusiasti ed orgogliosi".

Garry Kasparov, un grandissimo campione di scacchi (da lì il nome del gruppo, legato alle famose sfide di Kasparov contro l'acerrimo avversario, Anatoli Karpov), ma anche leader della democrazia in Russia, attivista per i diritti umani: quanta voglia di rivendicazione sociale e politica c'è nella vostra musica?

"C'è una bella dose di ironia nel nome che abbiamo scelto. Noi siamo sempre stati dalla parte di Kasparov, per il suo coraggio e le forti prese di posizione. Inizialmente avevamo pensato di chiamarci Karpov contro Kasparov, poi qualcuno ci suggerì di “ammorbidire” il Versus con il Not, e fin da subito ci sembrò chiaro che fosse la scelta migliore. Non siete d'accordo?".

Le vostre influenze musicali riecheggiano molto il sound orientale, ma si sentono anche notevoli influssi jazz ed un'impronta potente legata agli anni '80: in che misura, e come mai, questi tre elementi influenzano il vostro modo di scrivere musica?

"Abbiamo il folklore orientale nel sangue, una sorta di Dna genetico: siamo cresciuti in mezzo a ritmi e armonie meravigliose. Amiamo anche il jazz per la sua complessità di struttura e per il senso di liberazione totale che porta con sé. Però, al contempo, ci diverte far ballare le persone. Da qui il desiderio di fondere i tre tipi di influenze".

Gli scacchi, una passione ricorrente nella vostra amicizia e nel vostro lavoro, tanto da definirvi, un “gioco di azione e reazione fra batteria e sintetizzatori”: come si lega il famoso gioco di strategia, nato in Oriente per l'appunto, alla musica suonata di “Soundtrack for a game of chess”?

"Ci sono molte corrispondenze e similitudini fra gli scacchi e la musica. Alcune di queste sono ovvie (otto note – otto pedine) ed altre invece sono più esoteriche ed intriganti (la regina ed il re, con i loro pezzi di supporto, corrispondono ai due tetra accordi di un'ottava)".

Un altro elemento che amate indagare, nella produzione e nelle performance live dei vostri concerti, è anche l'aspetto visivo, artistico, multidisciplinare potremmo dire, che sta intorno ad un'esibizione: da dove e come nascono le idee di unire musica e immagini, performance visual e danze?

"Amiamo costruire delle esperienze che vadano oltre un concerto “tradizionale”. Per questo ci dilettiamo a pensare ad elementi diversi. Abbiamo suonato in così tante location durante la nostra carriera: dai club ai palchi dei festival come nelle librerie, nei musei, in negozi di scarpe, stazioni, asili e una volta, a Vienna, persino dentro una toilet. Ogni volta cerchiamo di adattare la scenografia al contesto".

Dopo l'esibizione di Firenze vi aspettano ancora una serie di date in Romania e nel resto d'Europa: troverete il tempo di lavorare ad un secondo album, avete già pronte delle tracce o ancora è un progetto top secret?

"In realtà abbiamo già abbastanza materiale per il nuovo album ma dobbiamo aspettare fino al 2018 almeno. C'è un margine piuttosto variabile fra la fase di composizione e scrittura e quella di uscita: si tratta di trovare la giusta etichetta, incidere, masterizzare, tutti processi molto lunghi. Ma abbiamo in programma l'uscita di un singolo per la fine di quest'anno e inoltre abbiamo una sorta di band “alter-ego”, si chiama “Kepler not Kopernikus”, il cui primo album potrebbe essere disponibile entro alla fine del 2017".