I Mitilanti
I Mitilanti

La Spezia, 27 marzo 2020 – È stata sicuramente una lunga domenica di poesie telefoniche. L'appello del collettivo dei Mitilanti ha colto nel segno: una parte d'Italia è diventata per qualche ora un centralino... poetico. Molte persone, infatti, hanno aderito all'iniziativa 'Poetry Call' e passato qualche ora a telefonare a persone a caso, in giro per il Paese, proponendo a chi rispondeva la lettura di una poesia.

Un evento che prendeva le mosse da una performance realizzata circa un anno fa, chiamata appunto 'poetry call', nella quale i membri del collettivo spezzino dei Mitilanti avevano interpretato la parte degli operatori di call center, che invece di cercare di vendere un prodotto, regalavano poesie (ecco il video intero della performance originale: https://www.youtube.com/watch?v=X4EY_HkIRuo). “Abbiamo imparato per esperienza – spiegano i Mitilanti - che questo genera un piccolo cortocircuito, per cui il fastidio (per certi versi naturale) provato da chi riceve questo tipo di chiamate, si stemperava, in chi accettava di ascoltare le poesie, nel piacere di dare e ricevere qualcosa. Lo scorso weekend, probabilmente per la situazioni particolare in cui ci troviamo a vivere in questi giorni, abbiamo registrato una maggiore disponibilità da parte delle persone ad accettare come un piccolo evento inaspettato la nostra telefonata”.

Racconta uno dei Mitilanti, Andrea Fabiani: “Personalmente ho effettuato oltre un centinaio di chiamate e letto quasi una ventina di poesie. Le situazioni sono state le più disparate da quella involontariamente comica di una signora che, dopo essersi scusata di non avere tempo di ascoltare la mia poesia, poiché stava uscendo di casa, si è sentita in dovere di spiegarmi il motivo per cui stava uscendo di casa ('a fare la spesa, eh! Qui vicino'). C'è stato chi ha pensato a uno scherzo telefonico ('Massimo, sei tu?') e chi mi ha raccontato cosa avrebbe cucinato per cena, o ancora chi, come il signor Francesco di Martina Franca, mi ha ascoltato con grande attenzione prima di intrattenere una conversazione su Carmelo Bene e del modo di leggere le poesie, regalandoci entrambi un bel momento di umanità”.

E poi un Mitilante, Filippo Lubrano (gli altri sono Andrea Bonomi, Francesco Terzago e Alfonso Pierro): “Anche per me è stato un momento molto caldo, perfino intimo. Ho chiamato soprattutto nella zona della Lombardia intorno a Bergamo, dove pensavo ci fosse più bisogno di calore in questo momento. Tutti hanno ascoltato. Ho anche assecondato due richieste dirette che sono giunte alla nostra pagina, per quanto fosse 'fuori regolamento': una signora campana di 88 anni che ha ringraziato la Madonna per questo dono, e una figlia 'in esilio' a Londra, per conto della mamma'.

Lubrano ha inoltre chiamato, fuori performance, il noto poeta Franco Arminio, che, da qualche giorno, riceve quotidianamente, per 3 ore, chiamate di sconosciuti per creare connessione umana in questo periodo particolare: “È stata una bellissima chiacchierata – prosegue Lubrano - : abbiamo cominciato parlando della sua lettera a Conte sul Corriere e finito con la lettura di una mia poesia. In qualche modo, quello che facciamo è complementare, in questo senso: noi chiamiamo sconosciuti, e lui si fa chiamare da sconosciuti. Quando si butta giù, però, si è un po' meno sconosciuti in entrambi i casi”.

Ecco comunque una carrellata di testimonianze di alcune persone che hanno aderito all'iniziativa, con l'hashtag #poetrycall. C'è Laura: “Ho chiamato una 40ina di persone, di cui la maggior parte o non rispondevano o rispondevano di no. Ma non mi sono fermata fino a che non ho letto la mia poesia a 3 persone. La seconda è Anna Maria, una donna dalla sensibilità straordinaria che il 'caso' ha voluto fosse anche una poetessa dal talento fuori dal comune. Dopo averle letto la mia poesia, lei mi ha letto la sua poesia d'amore che era di una bellezza disarmante. Ci siamo scambiate qualche parola e ci siamo salutate con la promessa si risentirci presto e di scambiarci altre poesie. È stato molto emozionante”. E anche Claudia: “È stato bello: ogni volta che il telefono squillava mi batteva il cuore, anche se mi sono sentita un po' inerme di fronte ai 'no' che ricevevo. Poi mi ha risposto una signora di Roma, che stava friggendo, quindi non voleva far bruciare la pentola, ma mi ha ascoltata e allora le ho letto la mia poesia”.

Poi Elisabetta: “Vorrei ringraziarvi per questa bellissima esperienza che è stata molto emozionante, ho avuto delle bellissime conversazioni telefoniche con persone di Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Palermo e Alghero. La telefonata più bella è stata quella con una signora romana, felicissima di ascoltarmi, ha detto che non si dimenticherà mai della nostra chiacchierata e mi ha anche passato il figlio che si è complimentato per la vostra iniziativa. Con tutti c'è stato uno scambio molto intenso di emozioni.

In questo momento, abbiamo bisogno di momenti di bellezza e di speranza”. E pure Giada: “Grazie Mitilanti per averci permesso di sperimentare l'empatia tra sconosciuti, mediata dalla poesia”. E Maria: “La signora Valeria di Palermo è stata disposta ad ascoltarmi e ha avuto parole gentili: "Prego si accomodi" , proprio come se fossi sulla soglia di casa sua mi ha ascoltato con cortesia”. E Giorgia: “Chiamare sconosciuti e regalare una poesia è stato surreale e taumaturgico... mi ha regalato un pomeriggio di gioia e lucine negli occhi”. Chiude Chiara: “Ho chiamato in Emilia Romagna, mi ha risposto un uomo. Dalla voce direi tra i 40 e i 60. Alla fine ha detto ‘Grazie...! Mi avete rallegrato l’intera giornata'. Bellissimo”.

Marco Magi