
Il cubo nero spicca nello skyline di Firenze (Foto Gianluca Moggi/ NewPressPhoto)
Firenze, 31 agosto 2025 – È in area Unesco per un soffio ma tanto sarebbe dovuto bastare per chiedere preventivamente all’Organizzazione la valutazione del suo eventuale impatto urbanistico, storico, visivo sull’Ouv («Outstanding Universal Value», Valore Universale Straordinario), come previsto per le modifiche infrastrutturali sui siti del patrimonio mondiale. Ma non è stato fatto e l’Unesco, ad oggi, nulla sa del possibile scempio di Firenze.
In città infatti la zona protetta inizia proprio all’intersezione tra corso Italia e via Solferino dove sorge il ‘cubo nero’ che ha preso il posto dell’ex teatro comunale ottocentesco abbattuto, da giorni al centro di roventi polemiche cittadine e politiche e ora anche degli accertamenti della procura che ha aperto un’indagine contro ignoti per verificare la correttezza delle pratiche edilizie e urbanistiche dopo l’acquisto dell’immobile da parte del gruppo Hines e la trasformazione in aparthotel per fini turistici e residenziali.
«Non risulta pervenuta alcuna richiesta sull’immobile in questione», conferma a QN la Rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unesco a Parigi, guidata dall’ambasciatore Liborio Stellino.

Il che significa che né durante il piano di recupero, né quando nel 2020 venne modificato il progetto e la commissione paesaggistica di nomina comunale prima, la Soprintendenza poi, diedero l’ok alla costruzione del cubo, si ritenne opportuno informare l’Unesco che avrebbe avviato subito le verifiche con organismi tecnici indipendenti, come l’Icomos.
È la Rappresentanza permanente infatti che trasmette tali richieste dall’Italia al Comitato del Patrimonio Mondiale, dopo averle ricevute dal ministero della Cultura, a sua volta interessato dall’amministrazione locale responsabile del sito. In questo caso il Comune di Firenze. Da lì l’incartamento avrebbe preso la via di Parigi.
Il Comitato infatti, come già avvenuto per il celebre caso di Liverpool (che nel 2021 perse il prestigioso status) ha il potere di emettere parere negativo alla modifica dell’area e, nei casi più estremi, depennare il sito dal patrimonio mondiale. Un caso simile è in discussione a Vienna dove da anni è in corso un braccio di ferro con l’Unesco per il progetto di un hotel ritenuto di volume eccessivo rispetto allo skyline della capitale austriaca, tanto da finire nella lista del patrimonio mondiale in pericolo, la stessa «black list» schivata per ben due volte da Venezia. E adesso? Oltre al canale istituzionale mai attivato, qualsiasi associazione, politico o semplice cittadino potrebbe attivarsi presso l’Unesco e chiedere se il ‘cubo nero’ rispetti i parametri previsti. «Al momento non abbiamo notizia di alcuna segnalazione», chiariscono da Parigi.
Se mai dovesse avvenire (nei giorni scorsi Eike Schmidt, ex direttore degli Uffizi e ora capo dell’opposizione a Palazzo Vecchio, aveva annunciato un’iniziativa simile) il Comitato potrà disporre accertamenti e all’esito decidere se emettere un cartellino giallo – o peggio rosso – per Firenze, oppure stabilire che la nuova struttura non deturpa il suo valore universale eccezionale.