OLGA MUGNAINI
Cronaca

L’idea di Lingua: "Specchi esterni per l’effetto cielo"

L’artista propone un’alternativa per mitigare l’impatto "Con un sistema di ancoraggi e ponteggi si può fare".

Il progetto di Simone Lingua artista nato a Cuneo nel 1981 e formatosi Accademia di Belle Arti di Firenze

Il progetto di Simone Lingua artista nato a Cuneo nel 1981 e formatosi Accademia di Belle Arti di Firenze

Si può quasi per incanto, con un colpo di bacchetta magica, cancellare il “cubo nero“ nell’ex Comunale senza abbatterlo? Con l’arte è possibile tutto. Ne è convinto Simone Lingua, artista nato a Cuneo nel 1981 e formatosi Accademia di Belle Arti di Firenze, che con la sua arte cinetica e le sue installazioni site specific è capace di far “lievitare“ i monumenti, far apparire cielo e mare anche dove non ci sono.

Simone Lingua, è possibile far sparire quella costruzione visibile da tutto il Lungarno? "Le superfici di cui si parla sono davvero importanti e quindi un intervento sarebbe molto costoso. Ma sì, si può. Mi sono informato per vedere la struttura architettonica dell’edificio, in altezza e in volumi. E per quanto complicato, con un sistema di ancoraggi, ponteggi e strutture specifiche, si riuscirebbe a mascherare l’impatto".

In che modo? "La soluzione meno provvisoria e meno onerosa sarebbe sostituire i vetri e gli infissi neri con altri specchianti. Già così si otterrebbe un effetto dissolvenza e mitigazione nel cielo. Ci sono per esempio i cosiddetti specchi spie, che alla luce del giorno diventano completamente riflettenti e che poi la notte tornano trasparenti. Questo almeno osservando l’edificio da terra. Poi, più si sale e più si perde l’effetto, perché si riflettono gli edifici circostanti. Però la percezione dello spettatore dal basso sarebbe quella di un edificio di cielo".

In alternativa? "Si potrebbe pensare anche ad applicare pellicole sui vetri e sugli infissi, per occultare anche in questo caso l’impatto del nero. In più, secondo me serve anche un richiamo al colore dei tetti in mattone degli edifici attorno, che aiuterebbe a mitigare la struttura così forte e rigida".

E con una sua installazione cosa di potrebbe fare? "Io una simulazione, quasi per gioco, ho provato a farla, ma giusto perché è il mio lavoro...L’effetto mi sembra buono".

Prossimamente in Piazza del Popolo a Roma inaugurerà una sua installazione che “gioca“ con l’apparire e sparire. "Sì, è un intervento previsto per novembre sull’Obelisco della piazza, che si solleva dal suolo".

Per Firenze aveva pensato a qualcosa del genere per il Ponte Vecchio? "Esatto, c’era il progetto già finanziato e approvato dalla soprintendenza, che era piaciuto all’allora sindaco Nardella e ai Canottieri. Poi si è bloccato tutto per il Covid. In pratica, grazie a un combinato di luci ed effetti specchianti il Ponte Vecchio risultava sollevato dall’Arno".