
Da sinistra la figlia Francesca, Giuseppe, la figlia Simona e la moglie Alfonsina
Spoleto, 30 agosto 2025 – “La vita di mio padre vale una fede, un braccialetto d’oro e qualche centinaia di euro. Non meritava di morire così”. Sono le parole di Simona, la figlia di Giuseppe Capaldini, l’uomo di 68 anni stroncato da un malore a Spoleto dopo un furto nella propria abitazione.
È successo martedì sera quando l’uomo, dopo la passeggiata serale con la moglie, è tornato a casa. I ladri sono entrati nell’abitazione, hanno messo tutte le stanze a soqquadro cercando ovunque e alla vista di quel disastro il pensionato, colpito da un forte choc, si è accasciato a terra. “Quando mi ha chiamato mia madre - racconta la figlia - inizialmente mi ha avvertito solo del furto, poi però mentre eravamo in auto mi ha richiamato per dirmi che papà si era sentito male”.

Quale è stata la sua reazione quando è arrivata a casa?
“Ho provato subito a soccorrere papà, lo tenevo tra le braccia, ho anche provato a fargli un massaggio, ho sperato fino alla fine che potesse salvarsi, poi però, quando sono arrivati i sanitari ho pensato ’salvatemelo voi’ e ho abbracciato la mamma che era disperata. Abbiamo sperato fino alla fine che fosse solo uno svenimento. Quando l’operatrice del 118 ha scosso il capo abbiamo capito che non c’era nulla da fare. Papà si è accasciato proprio tra le foto di famiglia che i ladri avevano gettato a terra”.
Un momento terribile.
“La notte è difficile dormire, c’è grande amarezza, sconforto per una morte assurda, ma anche rabbia e desiderio di giustizia. È un mix di sensazioni che non riesco a descrivere, non credo che tutto ciò possa essere vero”.
Impossibile accettare...
“Ho portato con me un suo maglione, ogni tanto lo annuso per sentire il suo profumo. Era una persona di grande cuore, aiutava tutti, tutti gli volevano bene. Una persona semplice che si stava godendo la sua pensione dopo anni di lavoro all’azienda Minerva. Aveva le sue passioni, la caccia, la Panda 4x 4 e la sua amatissima Vespa. Giovedì, al termine del funerale, ho pensato che io ho solo 33 anni, ora non sentirò più la sua voce, non potrà essere al mio matrimonio e non conoscerà mai la sua nipotina o il suo nipotino. Tutto questo perché? Per una tragedia in una tragedia, è incredibile… ”.
Suo padre era un uomo in buona forma fisica, l’ha ucciso lo choc.
“È stato sempre una persona forte. Una decina di anni fa si era operato al cuore ma qualche mese fa avevamo fatto una visita cardiologica e il medico aveva detto: ’è un leone’”.
Qual è il suo desiderio?
“Ringrazio i carabinieri e gli operatori dell’informazione: il vostro lavoro è fondamentale, spero che i ladri possano venire a sapere cosa è successo e che abbiano almeno un minimo di rimorso. Confido nella giustizia, vorrei vedere in faccia queste persone che hanno rubato una vita”.