
Il dottor Alessandro Contine, nominato primario a Urbino
Dopo il dottor Luciano Carli che ha di recente lasciato l’ospedale di Città di Castello per assumere un incarico fuori regione, un altro medico molto apprezzato se ne va. Si tratta del dottor Alessandro Contine, punto di riferimento per la chirurgia bariatrica, medico con all’attivo oltre 3mila interventi di cui 1500 come primo operatore e che includono la chirurgia oncologica a quella d’urgenza. In forza all’ospedale di Città di Castello, il medico è stato di recente nominato primario dall’azienda sanitaria di Pesaro Urbino dell’Unità operativa complessa di chirurgia generale dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Urbino. Classe 1972, laureato in medicina e chirurgia all’Università di Perugia dove ha conseguito anche la specializzazione in chirurgia generale e un dottorato di ricerca, Contine porta con sé una consolidata esperienza in chirurgia oncologica laparoscopica avanzata. Intensa anche la sua attività di studio: è autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali e ricopre un ruolo attivo nelle principali società scientifiche di settore, tra cui la Sicob, la Società italiana di chirurgia dell’obesità, di cui è delegato regionale. La sua dipartita accende di nuovo il dibattito attorno al depauperamento dell’ospedale di Città di Castello. Proprio mentre dalle Marche giungono note di benvenuto al dottor Contine definito "un valore aggiunto fondamentale per l’ospedale di Urbino e per tutta la rete sanitaria provinciale nel percorso strategico di potenziamento dei nostri presidi", nel capoluogo tifernate c’è chi chiede spiegazioni. "Dove sono le urla, gli strepiti, le accuse alla giunta regionale e le mobilitazioni sindacali e degli amministratori comunali? Un silenzio assordante accompagna l’addio all’ospedale di Città di Castello del dottor Contine: un altro danno enorme per il territorio che perde un’offerta di salute strategica in un contesto complessivo di forte incidenza tumorale", scrivono Andrea Lignani Marchesani e il coordinatore comunale Francesco Rignanese (Fdi) in una nota . "Ci auguriamo _ aggiungono _ per tutta la nostra comunità che questo atteggiamento finisca: il declassamento dell’ospedale tifernate in strutture complesse e servizi iniziato ai tempi dell’accorpamento delle Asl rischia una deriva che degrada la qualità della vita di tutti". Solo qualche mese fa aveva salutato l’ospedale di Città di Castello anche il dottor Luciano Carli, responsabile della struttura di chirurgia senologica della Usl Umbria 1 trasferitosi a lavorare in una struttura milanese.
Cristina Crisci