
Olio, le previsioni per quest’anno sono pessime (foto d’archivio)
Pistoia, 29 agosto 2025 – Il 2024 è stato un anno da record, per i produttori di olio. E facendo necessità virtù, il prodotto residuo dello scorso anno dovrà fare da traino anche per il 2025, considerando lo scenario negativo che si prefigura: all’orizzonte c’è infatti un netto calo della produzione. È l’allarme lanciato dalla sezione pistoiese di Coldiretti, secondo cui si profila per la prossima stagione un raccolto di olive quantitativamente pari ad un terzo di quello mediamente previsto e ad un quarto rispetto allo scorso anno.
“Il 2024 è stato fortunatamente un anno eccezionale sia per qualità che per quantità, e molte aziende hanno ancora olio extravergine da vendere – spiegano gli esponenti di Coldiretti Pistoia, con l’associazione che ha condotto un primo sondaggio tra i produttori – ma le previsioni per quest’anno sono pessime: nelle situazioni migliori il raccolto previsto sarà appena un terzo rispetto a quello di un’annata media. E sarà pari soltanto il 15-20% rispetto ai livelli record del 2024. Ma per la maggior parte dei produttori, lo scenario è ancora più critico. In queste condizioni, per diverse aziende non sarà economicamente sostenibile procedere alla raccolta: i costi supererebbero i ricavi”.
Le cause di questo vistoso decremento, secondo Coldiretti, sono molteplici: oltre alla naturale alternanza delle annate di “carica” e “scarica”, hanno inciso negativamente anche le temperature elevate, la scarsità di acqua e l’incremento della mosca dell’olivo.
“Una situazione aggravata dalla presenza, anche nella nostra provincia, di numerosi oliveti abbandonati che, non curati e non raccolti, rappresentano un habitat ideale per la proliferazione dell’insetto – concludono i rappresentanti di Coldiretti Pistoia - un quadro meno critico si registra negli oliveti irrigati o vicini a corsi d’acqua, dove la produzione ha retto meglio. Tra le varietà, frantoio e moraiolo hanno mostrato una maggiore resistenza rispetto al leccino. Questa annata dimostra ancor più la necessità di interventi concreti per preservare i nostri oliveti, il nostro extravergine e i paesaggi collinari. Diffondere l’irrigazione e ridurre la frammentazione delle proprietà per ridurre l’abbandono degli oliveti sono sfide complesse e onerose. Ma necessarie, per il futuro dell’olivicoltura”.