BARBARA BERTI
Cronaca

La Toscana che lavora: "Aiuti mirate alle imprese. Sostegni ai dipendenti. E nuove infrastrutture"

Le principali richieste di Cgil, Cisl e Uil ai candidati alla guida della Regione. Rossi: "Una nuova Iri sarebbe uno strumento importante per le aziende in crisi".

Le principali richieste di Cgil, Cisl e Uil ai candidati alla guida della Regione. Rossi: "Una nuova Iri sarebbe uno strumento importante per le aziende in crisi".

Le principali richieste di Cgil, Cisl e Uil ai candidati alla guida della Regione. Rossi: "Una nuova Iri sarebbe uno strumento importante per le aziende in crisi".

Rilancio dell’economia locale attraverso sostegni alle imprese e ai lavoratori ma anche riorganizzando e potenziando il sistema delle infrastrutture, oggi troppo vetuste per una regione come la Toscana. E, poi, una sanità più efficiente e politiche abitative volte a promuovere l’inclusione sociale, considerando l’abitare come un fattore trasversale che incide su salute, istruzione e lavoro. Sono le principali richieste dei sindacati confederali al futuro governatore della Toscana. In vista delle elezioni del 12 e 13 ottobre i tre segretari regionali, Rossano Rossi (Cgil), Silvia Russo (Cisl) e Paolo Fantappiè (Uil) sono intenzionati a incontrare i candidati alla poltrona di presidente della Regione per portare le istanze dei lavoratori.

"La difesa e rilancio del settore manifatturiero, che include industria, distretti ed artigianato, è per noi un elemento strategico nell’azione di governo regionale" sostiene Rossi. Ma il pensiero è condiviso. "Si parte, infatti, da una situazione di stagnazione economica che vede una crisi strutturale da parte del comparto moda, pelletteria, cuoio, calzature e tessile molto importante, con decine e decine di imprese che stanno chiudendo, ore di cassa integrazione più che raddoppiate" ricorda Fantappiè. "Serve un vero piano industriale regionale, aggiornato alle criticità attuali" osserva Russo. Secondo i tre segretari regionali la stagione dei finanziamenti a pioggia è finita: le risorse devono essere mirate. "E vincolate a tre condizioni: tenuta occupazionale ovvero niente licenziamenti, nuove assunzioni legate allo sviluppo tecnologico e lotta alla delocalizzazione – vedi Beko – cioè l’obbligo per le imprese che hanno avuto risorse dalla Regione di continuare a lavorare nei nostri territori e non andare a ricercare paesi dove il costo del lavoro è più basso" propone Fantappiè. Secondo Rossi, favorevole alle "esperienze di gestione cooperativistica", le risorse vanno concentrate selettivamente, "premiando oltre che il prodotto la qualità del lavoro e l’utilizzazione dei profitti da parte delle aziende coinvolte, penalizzando le rendite finanziarie e i dividendi agli azionisti". Per le aziende in crisi "un’agenzia, una sorta di nuova Iri, sarebbe uno strumento importante".

Dal lato dei lavoratori, la Cgil difende il salario minimo, il protocollo sicurezza negli appalti e la formazione continua. "Politiche messe in campo negli ultimi cinque anni, caratterizzati da un confronto e una contrattazione continua, medoto da valorizzare" ricorda Rossi. Per la Uil serve "un patto tra associazioni datoriali e sindacati, con la Regione nel ruolo di garante, per applicare i contratti aziendali, integrativi, di filiera e territoriali a più aziende possibili, oggi applicati solo dal 23% delle aziende". La tutela del lavoro "passa da contratti giusti, non siamo interessati alla battaglia ideologica sul salario minimo, chiediamo una contrattazione vera, seria. Una contrattazione che sia anche stimolante per le aziende a restare sul nostro territorio" dichiara Russo che, più in generale, preferisce "i fatti concreti alle lotte di principi".

L’economia si sostiene anche con le infrastrutture. "Tre corsie ovunque, autostrade e superstrade" dice la segretaria della Cisl secondo cui il futuro governatore dovrebbe impegnarsi affinché il governo faccia la propria parte per ammodernare le infrastrutture: strade, ferrovie, aeroporti "ma servono anche infrastrutture informatiche e digitali all’altezza" precisa Russo. Per Fantappiè bisogna "velocizzare la realizzazione delle opere infrastruttrali in corso e quelle ancora in fase di progettazione, a partire dal nodo fiorentino del sottoattraversamento Av, lo sviluppo dei due aeroporti Firenze e Pisa, l’ampliamento della Firenze-Mare, il collegamento Siena-Grosseto, la Due Mari. E poi il potenziamento e la messa in sicurezza della Tirrenica, non solo stradale ma anche ferroviaria, il potenziamento della Fi-Pi–Li e il progetto della ’Darsena Europa’ a Livorno". Sulla Fi-Pi–Li, la Cgil chiede una riflessione profonda: "Subito, ma subito si intervenga sulla creazione di corsie di emergenza dove possibile e si intervenga sullo svincolo autostradale, ma sarà utile pensare anche a soluzioni più radicali se non cala la mole attuale di traffico".

La Cgil chiede, poi, "una riorganizzazione condivisa del sistema sanitario, più vicino al cittadino". Stessa richiesta la Cisl che vuole "la revoca dell’aumento dell’addizionale regionale Irpef, decisa l’anno scorso" mentre dala Uil parte la rivendicazione per sostenere "le famiglie che hanno in carico persone non autosufficienti".