
Il Chiosco da Piero ha chiuso ieri battenti dopo 70 anni con una ‘festa’ assieme ad amici e clienti
Lucca, 31 agosto 2025 – Nonni con nipoti, genitori con bambini e giovani adolescenti. Decine di lucchesi hanno risposto ‘presente’ all’invito lanciato da Luca Pepi, titolare – insieme Luana, Eugenio e Sofia – dello storico chiosco di bomboloni a conduzione familiare fuori Porta Santa Maria e si sono presentate ieri alle 18 per un ultimo saluto alle ‘Specialità Da Piero’.
Saranno ricordate così, in un malinconico scatto di gruppo, le quattro generazione che in questi 70 anni tondi, hanno fatto le corse – e le code – per accaparrarsi quei ‘peccati di gola’ che oggi, per la prima volta forse, lasciano un po’ di amaro in bocca. Rammarico e rabbia sono infatti le parole pronunciate dal titolare dell’attività e dai tanti ‘golosi’ che fin dalle prime ore di ieri si sono avvicinati al chiosco, in segno di solidarietà e vicinanza. È per loro, per l’affetto dimostrato dalla città, che i titolari hanno comunque deciso di festeggiare l’anniversario immortalando il momento in una foto ricordo.
Affetto che si è fatto sentire soprattutto negli ultimi tempi, e cioè dal 2018 e dall’inizio della lunga battaglia legale con il Comune – partita con una richiesta di demolizione e proseguita con il mancato rinnovo della concessione - che ha portato a dicembre 2024 alla chiusura definitiva del chiosco e ieri a scrivere ufficialmente la parola ‘fine’, in assenza di una soluzione alternativa.
“Siamo rammaricati ma anche tanto orgogliosi – ha detto Luca Pepi, salutando la clientela - Abbiamo visto tantissimo affetto da parte di tutta la città, e non solo, con messaggi di vicinanza che sono arrivati anche da fuori Lucca. Un ragazzo ci ha persino dedicato un fumetto. Per tanto tempo abbiamo sperato di poter trovare una soluzione, dato che sentiamo parlare spesso dell’importanza di rispettare e valorizzare le tradizioni storiche. Purtroppo poi però c’è la politica con i suoi paradossi che ‘risolve’ le questioni eliminando il problema alla radice”.
E qui subentra la rabbia del titolare nei confronti delle due amministrazioni che si sono susseguite dall’inizio della diatriba legale, sia di centrosinistra che di centrodestra.
“Oggi vedo i politici addossarsi le colpe, ma non ci tengo a essere tirato per la giacchetta – prosegue - Noi abbiamo sempre chiesto di essere in regola: chiunque poteva modificare il regolamento del commercio per disciplinare le attività dei chioschi, mettendoli in concessione tramite bandi pubblici così come viene fatto nelle altre città. Nessuno ci ha ascoltati. Oggi, con l’addio a quello che è stato un ‘baluardo’ della tradizione cittadina, spero che la politica si svegli e si renda conto di quanto sono stati e possono ancora essere importanti i chioschi per la storia locale”.
Jessica Quilici