
Il cubo nero che fa tanto discutere. sorto a fianco dell’ex Comunale dopo il restyling
di Antonio Passanese
Una partecipazione popolare che si trasforma in caso internazionale. Lanciato esattamente una settimana fa da La Nazione, il sondaggio sul cosiddetto ’cubo nero’ – l’edificio in bianco e nero che svetta accanto all’ex teatro Comunale in corso Italia – continua a raccogliere migliaia di voti, diventando uno degli strumenti più utilizzati per esprimere la propria opinione sulla discussa riqualificazione. Il risultato finora è lapalissiano: due fiorentini su tre vorrebbero demolire la struttura.
I lettori potranno continuare a votare anche nei prossimi giorni (su www.lanazione.it/firenze), ma intanto i numeri parlano chiaro: sono già oltre 6.000 i cittadini che hanno preso parte all’iniziativa. Un dato, quello della partecipazione, che conferma quanto il tema sia sentito, discusso e divisivo. E soprattutto quanto abbia colpito l’immagine di quel grande parallelepipedo scuro, costruito sopra uno dei tre edifici del complesso dell’ex teatro. L’esito parziale del sondaggio non lascia dubbi: la maggioranza schiacciante dei votanti – oltre il 74% – ha selezionato l’opzione più netta e radicale, ’lo demolirei’. A seguire, con il 13,8% dei voti, c’è chi ha risposto ’non mi piace’, mentre il 7,7% si è detto favorevole a un cambio dei colori. Solo il 4,4% dei partecipanti ha affermato di apprezzare l’opera così com’è.
A conferma del clamore suscitato, l’interesse per la vicenda ha superato i confini locali e nazionali. Il sondaggio è stato infatti ripreso da due tra i più autorevoli tabloid del Regno Unito: The Times e Daily Mail, che hanno dedicato articoli al dibattito fiorentino, illustrando le immagini dell’edificio e riportando i giudizi fortemente critici dei cittadini. Eco che si allarga anche sui social: ogni giorno si moltiplicano i post, i commenti, le stories e i meme, con un flusso costante di indignazione, ironia e disappunto, che ha coinvolto architetti, politici, residenti e semplici osservatori. Il caso del ’cubo nero’ è insomma uscito dalla nicchia delle discussioni urbanistiche per diventare un simbolo di ciò che – secondo moltissimi fiorentini – non dovrebbe accadere mai più nel cuore di una città patrimonio Unesco. Un dibattito, quindi, tutt’altro che concluso.
Sul caso sollevato da La Nazione ormai due settimane fa si è aperto anche un fronte giudiziario. La Procura della Repubblica di Firenze ha infatti avviato un’inchiesta esplorativa per fare luce sui procedimenti autorizzativi e sull’intero iter che ha portato alla costruzione del complesso accanto all’ex teatro Comunale. Un’indagine che va avanti e che arriva dopo polemiche, denunce pubbliche, interrogazioni e attacchi trasversali da ogni parte politica e culturale. Archistar come Massimiliano Fuksas, studiosi di estetica, filosofi e urbanisti hanno criticato duramente l’opera definendola una "ferita" alla città, un "errore imperdonabile", un "pugno nell’occhio". I due ex sindaci Matteo Renzi e Dario Nardella – pur avendo in passato partecipato alle fasi di dismissione e trasformazione dell’ex Comunale – hanno preso le distanze da quanto realizzato, definendo l’intervento "brutto" e "non degno di Firenze", finendo a loro volta nel mirino dell’opposizione che li accusa di non volersi prendere responsabilità.
Il dito è puntato con forza contro la Soprintendenza, accusata da più parti di aver approvato un progetto incongruente con il contesto architettonico e paesaggistico della zona. Dal canto suo, la società Hines, proprietaria degli immobili, ha ribadito di aver seguito scrupolosamente le indicazioni e le prescrizioni ricevute dagli uffici di piazza Pitti. E non ci sono state aperture, al momento, su possibili interventi correttivi.