
In programma gare sportive, musica e dialoghi a San Giusto
C’è bisogno di socialità a San Giusto. Per questo l’amministrazione ha organizzato le Olimpiadi di quartiere. L’evento è fissato per il 20 e 21 settembre, ma già da mercoledì cominceranno gli incontri per raccogliere i volontari che faranno parte dell’organizzazione. Il coinvolgimento attivo dei ragazzi - tra i 18 e i 30 anni - è uno degli elementi centrali del progetto, nella convinzione che rendere protagoniste le fasce più giovani sia il modo più efficace per costruire comunità forti e inclusive. Per far parte del team è possibile partecipare agli incontri preparatori che si svolgeranno presso la sede dell’Asdc San Giusto-Le Bagnese. Il primo è mercoledì alle 18; gli altri l’11 e 16 settembre alla stessa ora.
Per partecipare sarà sufficiente compilare il link online che si trova in rete civica. "Lo sport – ha detto l’assessora alle Pari opportunità, Federica Pacini – rappresenta un potente strumento di inclusione perché offre ai giovani l’opportunità di riappropriarsi degli spazi del quartiere, conoscerli, viverli e prendersene cura. Questo progetto non vuole essere fine a se stesso, ma l’inizio di un percorso. Abbiamo costruito questa iniziativa insieme alle associazioni del territorio, creando una rete di contatti e di legami che ci auguriamo possa durare nel tempo e contribuire a far crescere il quartiere di San Giusto. Le Olimpiadi rappresentano il primo evento che coinvolge direttamente il quartiere nell’ambito del progetto finanziato dal Fondo Sociale Europeo e dalla Regione Toscana: un segnale concreto di come, attraverso la collaborazione e la partecipazione, si possano costruire comunità più forti, inclusive e consapevoli". Il progetto ha tra i suoi obiettivi principali la promozione della sicurezza urbana attraverso la valorizzazione dello sport come strumento di inclusione, socialità e partecipazione civica.
Gare sportive, musica, dialoghi e fotografie d’antan si intrecceranno per creare appartenenza, energie nuove e occasioni di incontro. Scopo primario, è quello di prevenire comportamenti devianti da parte della fascia giovanile più fragile ed esposta al rischio di disagio. Sarà poi creato un Comitato olimpico, vera e propria cabina di regia per coordinare e supervisionare l’organizzazione dell’evento. L’obiettivo? Ricreare socialità in un quartiere che, tra traffico in eccesso, episodi di microcriminalità e ritardi nei lavori di riqualificazione, ha tribolato parecchio negli ultimi tempi.
Fabrizio Morviducci