
Travolti dal passaggio di una tromba d’aria gli stabilimenti balneari e le strutture alla Partaccia. A Forno il forte vento fa crollare il muro di contenimento di una strada. Sottopassi allagati.
Un quarto d’ora da incubo ha messo in ginocchio il litorale, soprattutto nel tratto della Partaccia, travolgendo stabilimenti balneari e campeggi. Una tromba d’aria che ha abbattuto, come fossero, dei grandi alberi all’interno del campeggio ‘Partaccia 1’. Le piante sradicate, per fortuna, sono crollate sopra un’ area libera, a pochi metri da bungalow e roulotte accampate. Danni ingenti, materiali, ma il destino ha risparmiato drammi e nessuno è rimasto ferito: una notte di angoscia da raccontare mentre se ne fa l’inventario su una costa ancora una volta martoriata. Allagamenti si sono verificati al sottopasso di via Marina Vecchia, lungomare viale Vespucci, zona via Magliano, via Grosseto e via Montecatini. "Un vento di una forza incredibile ha soffiato per 15 minuti e ha distrutto tutto – si sfoga Marco Lucetti, segretario dei Campeggi Riuniti –. Facciamo la conta dei danni. Tra il bagno Gelosia, stabilimenti limitrofi e i campeggi Partaccia 1, Linus, Dal Pino e altri, si è sfogata la tromba d’aria con un vento che soffiava a 100 km orari. L’epicentro di questo evento straordinario è stato proprio questo punto del litorale. Stabilimenti balneari distrutti, strutture sradicate, tetti scoperchiati, piante abbattute. Una forza impetuosa che ha divelto anche strutture metalliche".
Un quarto d’ora terribile mentre si scatenava l’inferno: patini, sdraio e ombrelloni che volavano, insieme a strutture e tegole di tetti scoperchiati. Danni ingenti. Che dire, a fine di una stagione balneare tormentata? "A chiusura dell’estate diciamo che questi cambiamenti climatici ce la fanno pagare – dice Lucetti –. Ogni anno purtroppo assistiamo a eventi climatici straordinari a cui non siamo abituati. Questo apre a profonde riflessioni e chiama tutti noi a rispettare di più l’ambiente". Di fronte a questi eventi straordinari, c’è da rivedere l’organizzazione interna dei campeggi per questioni di sicurezza, in particolare le piante ad alto fusto sopra le piazzole? "A inizio stagione facciamo una manutenzione oculata sulle piante interne – spiega –. Chiaro che l’uomo, di fronte a questi eventi, può fare poco. Siamo stati fortunati, non si sono registrati danni a persone ma a cose che si possono rimediare."
Dalle 21 e 15 alle 21 e 30 di giovedì il quarto d’ora da incubo. "Eravamo dentro il bar – spiega Walter Mozzoni del bagno Tassi – a reggere la saracinesca che rischiava di essere strappata via dalla forza del vento. In spiaggia volava di tutto e il patino è finito sopra la cappa di sdraio e ombrelloni. Mai vista una cosa simile. Se fosse durato di più, sarebbe stato un disastro totale". E lungo via Partaccia la forza dell’uragano ha fiaccato la recinzione di ferro del campeggio Partaccia, dove si è scatenata la furia del vento. Alberi abbattuti anche lungo la recinzione di viale delle Pinete, dentro il parco Ugo Pisa e quello del Magliano. Una notte terribile che ha riportato indietro nel tempo, a un’altra notte di fine agosto ma di cinque anni fa. Allora la tromba d’aria non fu clemente: due sorelline di 3 e 14 anni di Torino, in vacanza in un campeggio della Partaccia con la loro famiglia, morirono mentre dormivano nella loro tenda, schiacciate dal peso di un grosso albero abbattuto da vanto. Era il 31 agosto 2020 quando la città si svegliò in lacrime.
Interventi anche in montagna per smottamenti e alberi caduti. A Forno, all’inizio di via Pegollo, due grosse piante sono state sradicate dalla forza del vento provocando il crollo del muro di contenimento della strada. Lungo la via per Ilci, verso il Vergheto, la strada è stata bloccata, e subito liberata, da piante e rami caduti. " Il Comune è stato celere – sottolinea Giuliano Cherubini -. Sono intervenuti immediatamente sia in via Pegollo sia sulla strada del Vergheto. Siamo a buon punto". Anche verso il cimitero la forza del vento non ha risparmiato alcune piante, abbattutesi sui sentieri circostanti. Danni che richiamano, ancora una volta, alla necessità di manutenzione di un territorio abbandonato.
Angela Maria Fruzzetti