
Usb con i lavoratori della Ex Eaton davanti alla Comasca (Foto Paola Nizza)
Riaccendere i riflettori sulla vertenza Sanac e continuare a dire che i dipendenti dell’azienda non smetteranno di lottare per i propri posti di lavoro. Il sindacato Usb si rivolge direttamente a Fratelli d’Italia, il partito del Ministro del Lavoro, Marina Calderone. Lo fanno con uno striscione posto ieri all’ingresso del parco della Comasca poco prima dell’inizio della Festa del Tricolore organizzata proprio da FdI. Le ragioni del blitz risiedono nella nuova mandata di casse integrazioni comunicate nella mattinata di ieri dall’amministrazione straordinaria alla rappresentanza sindacale dei lavoratori.
"Siamo nuovamente alla situazione di dieci anni fa – ha spiegato Elia Buffa, sindacalista Usb, sigla sindacale più rappresentata nella fabbrica di via Dorsale –, quando gli operai tornarono ad essere cassintegrati dopo che il lavoro era ripartito per un anno e mezzo. Nel frattempo, al governo si sono alternati tutti i partiti, dalla sinistra alla destra estrema. La politica deve dare delle risposte: abbiamo incontrato il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ben due volte e ci ha sempre riferito che il governo aveva un piano e che la soluzione era ad un passo. Così non è e il governo attuale sta riproponendo le stesse ricette contenute nei bandi di assegnazione di gara anni fatti fa dal Pd e da altri governi precedenti".
La proposta del sindacato è perciò quella di nazionalizzare l’intero settore dell’acciaio, un settore strategico per il Paese: "Tempo fa – ha proseguito Buffa –, Fratelli d’Italia ci prometteva che la loro intenzione era quella di andare in questa direzione, ma ciò non sta avvenendo e sono convinto che anche all’interno del partito ci sia del malumore, perché mi appare assurdo che dei sovranisti decidano di lasciare i nostri settori strategici a multinazionali estere". I rappresentanti del sindacato sono stati ascoltati all’esterno della festa dal consigliere Marco Guidi e dall’onorevole Alessandro Amorese, che hanno compreso le ragioni del gesto.