
Da sinistra rappresentanti sindacali Cgil, Csa e Uil per la funzione pubblica Maria Mosti insieme a Laura Bacci e Claudio Salvadori
Le relazioni sindacali tra il Comune di Massa e i rappresentanti dei lavoratori si fanno sempre più tese, con le funzioni pubbliche di Cgil, Csa e Uil Fpl che chiedono risposte al più presto e preannunciano un "autunno caldo". "Manca quella trasparenza amministrativa che è fondamentale nelle relazioni fra sindacati ed ente Comune" ha detto Laura Bacci, segretaria provinciale di Fp Cgil, nella conferenza stampa assieme agli omologhi Claudio Salvadori di Uil Fp e Anna Maria Mosti di Csa Fp. Casus belli, il tavolo di commissione trattante indetto lo scorso mercoledì dal segretario generale comunale e presidente parte pubblica Andrea Meo attorno al quale le tre sigle hanno dovuto sedere al fianco della Cisl, da cui Cgil, Csa e Uil da tempo chiedono invece convocazioni separate "per differenze di approccio".
"Una decisione, quest’ultima, che era stata a suo tempo avallata dal sindaco e, inizialmente, anche dallo stesso Meo – ha proseguito Bacci –, salvo poi non essere mai stata rispettata". Al centro dell’incontro, la discussione del contratto decentrato giuridico vigente, a cui i tre sindacati hanno premesso di volere chiarimenti anche su una delibera di giunta riguardante il terzo turno della Polizia Municipale ("nella quale – ha aggiunto Bacci – era stato riportato che i rappresentanti dei lavoratori ne avessero ricevuto informativa. Cosa vera solo in parte, poiché ci era giunta non dal presidente parte pubblica") e sulla presenza di determine riguardo le quali, secondo il comune, non erano state fatte doglianze, ma che in realtà, stando ai sindacati, non erano nemmeno passate dai tavoli. "A fronte di queste rilevazioni – ha evidenziato la segretaria di Fp Cgil – il segretario comunale ha impedito un confronto, affermando che erano questioni non all’ordine del giorno e che preferiva proseguire con la trattazione del contratto decentrato. Noi non ci tiriamo in dietro da quest’ultima discussione, ma ciò non significa che non si possa ragionare su aspetti che noi riteniamo fondamentali che rientrano nel rispetto delle nostre prerogative. Per tale ragione abbiamo deciso di abbandonare il tavolo e assieme a noi anche i componenti Rsu delle nostre sigle".
L’impressione dei sindacati è che si stia cercando di unire forzatamente il fronte sindacale "mancando di rispetto a tutte le sigle, Cisl compresa", perché, secondo Mosti, "pur essendo consapevoli che sia facoltà dell’amministrazione concedere o meno tavoli separati, con i precedenti segretari generali, Nobile e Mecca, ciò è sempre accaduto". "Allo stesso modo – ha precisato Salvadori – chiedere tavoli separati è legittimo per noi e ciò accade in ogni comune. Solo a Massa non vengono concessi". "Inoltre – ha quindi aggiunto la segretaria di Csa Fp – riteniamo che i problemi del comune di Massa siano ben altri rispetto a quelli sollevati da Cisl". A preoccupare le tre sigle, il fondo dipendenti del Comune e l’assenza di un atto unilaterale per il contratto dei dipendenti del 2024: "Il fondo – ha proseguito Mosti – ha subito una verifica da una società esterna che ha certificato criticità per un ammontare di 175mila euro. Un cratere economico che mette a rischio nuove assunzioni e progressioni e premi per i dipendenti. Il contratto del 2024 è invece stato deliberato senza un atto di adozione. Un aspetto che ci agita molto, perché coinvolge quasi i quasi 400 dipendenti comunali". "Le conseguenze del non concedere tavoli separati – ha concluso il segretario di Uil Fpl – consistono nel far saltare le trattazioni sindacali per il contratto del 2026 mentre il 31 dicembre si avvicina, con il comune che può firmarne di unilaterali o contrattare con una sola sigla". Il prossimo passaggio annunciato dai tre sindacati è ora quello di convocare un’assemblea con i dipendenti, con il rischio, fin qui solo paventato, di un "autunno caldo" fatto di stati di agitazione sulla falsa riga di quelli dell’estate 2024.
Alessandro Salvetti