
Ecco gli edifici più alti dello skyline di Firenze: il cubo nero è il più basso, ma sfida il panorama iconico come nessun altro
Firenze, 29 agosto 2025 – In epoca contemporanea solo il Palazzo di Giustizia ha osato sfidare in altezza le vette dei monumenti simbolo della città: Cupola del Brunelleschi, Torre di Arnolfo, Campanile di Giotto.
E anche quell’edificio a Novoli, con i suoi 72 metri di vetri specchianti, è stato lungamente contestato. Il motivo sempre lo stesso: la turbativa dello skyline, l’inserimento spigoloso in un universo di armonie più o meno antiche di palazzi e paesaggio.
Rispetto al “cubo nero“ nell’ex Comunale, per il progetto del Palazzo di Giustizia di Leonardo Ricci, a un chilometro da piazza Duomo, non si può certo parlare di speculazione edilizia. E che piaccia o no, ha un suo preciso stile architettonico, nonostante per le sue guglie avveniristiche più che gotiche, sia chiamato “Gotham City”.
Poco ha importato se, progettato nel 1988 e concluso solo nel 2012, richiami gli stilemi di Giovanni Michelucci, che del resto a Firenze non ha avuto vita facile. Ci sono voluti decenni per far apprezzare la stazione di Santa Maria Novella, inaugurata nel 1935 e capolavoro del Funzionalismo.
Eppure neppure Michelucci aveva osato sconvolgere lo skyline di Firenze, adagiando in orizzontale, di fronte al campanile e all’abside di Santa Maria Novella, la sua stazione priva di torri o arcate svettanti. Per quanto innovativi, i grandi architetti hanno infatti sentito sempre la soggezione di una città che sembrava aver trovato la quasi perfezione, dove non era facile inserire il nuovo.
Persino Pieluigi Nervi, nella costruzione dello Stadio Artemio Franchi, si è concesso solo la Torre di Maratona, che svetta sì 75 metri in altezza ma in maniera esile ed elegante, senza diventare ostacolo alla prospettiva verso il colle di Fiesole. Allora, condannati alla cristallizzazione? No, ma alla sfida sì, con inserimenti che non turbino gli equilibri raggiunti. Perchè l’architettura è l’arte che più di tutte le altre condiziona l’intera comunità.