GABRIELE NUTI
Cronaca

La Francigena di Montopoli: "Valorizzazione del territorio. Turismo lento e sostenibile"

Il Comune ha deciso di avanzare la richiesta per un tracciato da inserire nel percorso ufficiale. E ha affidato la realizzazione del progetto per l’installazione di segnaletica e cartellonistica".

Pellegrini sulla via Francigena

Pellegrini sulla via Francigena

MONTOPOLILa Francigena e le sue diramazioni. Infinite. Molte anche sconosciute. E’ ormai assodato da tempo che la via Francigena non è una sola strada o un solo viottolo che si snoda per le campagne. E’ un insieme di tracciati segnati da viandanti e pellegrini. E così anche Montopoli ha la sua via Francigena che si snoda sulle orme di Castruccio Castracani. Dopo la proposta dell’assessore alla cultura, turismo e promozione del territorio, Marzio Gabbanini, "di attivare la procedura per il riconoscimento di un collegamento ufficiale alla Via Francigena che attraversi il territorio comunale, connettendosi all’itinerario principale" e la formale deliberazione della giunta comunale di Montopoli (la numero 122 dell’11 giugno 2025) con la richiesta alla Regione di "riconoscimento di un collegamento alla Francigena", ora il Comune di Montopoli ha affidato l’incarico per la realizzazione della segnaletica e della cartellonistica lungo il percorso.

"La via Francigena è una via storica verde che permette di praticare un turismo culturale lento e sostenibile – spiega il Comune di Montopoli nella documentazione – e il suo percorso Francigena è caratterizzato da un patrimonio materiale, immateriale e naturale a forte valenza storico-culturale che rappresenta un’attrattiva per tipologie diverse di turisti caratterizzati da differenti motivazioni, cioè culturali, spirituali, sociali, sportive, ambientali e religiose. La via Francigena è anche uno strumento utile per contribuire alla valorizzazione e promozione del patrimonio e dei siti culturali dei territori nonché delle destinazioni e aree d’interesse meno conosciute in Italia e in Europa, in particolare le aree interne e le zone rurali, ed alla destagionalizzazione del turismo culturale, visitando paesi di piccole e medie dimensioni e dispone di un forte potenziale per sviluppare crescita territoriale, turismo culturale e coesione sociale".