Eva Cantarella
Eva Cantarella

Firenze, 22 febbraio 2020 - Le discriminazioni di genere? Tutta colpa dei miti greci. A partire da quello di Pandora, plasmata apposta per far del male agli uomini. La nota scrittrice Eva Cantarella nel sabato di tourismA riparte dal passato più remoto raccontando il presente e… mettendo in guardia.

«Pandora, che è la prima donna, è un prodotto artigianale di acqua e terra costruito apposta per portare il male agli uomini. Ben si comprende – spiega la scrittrice Eva Cantarella – come sia proprio il mito a raccontarci il momento iniziale in cui nascono le discriminazioni di genere». In una società che ancora non è capace di scrivere, che è ancora pre-letterata, la voce del mito ci arriva dai poeti capaci di raccontare le idee, i valori, le convinzioni del tempo.

Di questo e molto altro parla la Cantarella nel ricco sabato di tourismA, il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale in corso a Firenze, sulla scia dalla sua ultima fatica letteraria: Gli inganni di Pandora: l’origine delle discriminazioni di genere nella Grecia antica (Feltrinelli).

«Appartengo a una generazione – spiega la Cantarella – che ha dovuto combattere contro molti pregiudizi. Fino a solo cinquanta, sessant’anni fa le discriminazioni di genere erano scritte nei nostri codici. In un momento in cui le donne hanno finalmente conquistato dal punto di vista formale la parità giuridica e in buona parte (ma con molti problemi ancora) anche la parità sostanziale, c’è il rischio che si torni indietro. Conoscere la storia, aiuta».

E a proposito di storia secondo la scrittrice va sfatato una volta per tutti anche il mito del matriarcato etrusco. Un’idea assolutamente superata, venuta secondo la Cantarella, perché piace. Perché in fondo è un’espresione di una specie di desiderio in cui le donne governano». Le cose andarono diversamente.