SILVIA ANGELICI
Cronaca

Madonna dei Cenciarelli Il rito si rinnova. Festa di popolo nella chiesetta dei miracoli

Il rito a Perugia è ancora molto sentito. Affonda le sue origini nella più autentica devozione di popolo: è...

Il rito a Perugia è ancora molto sentito. Affonda le sue origini nella più autentica devozione di popolo: è...

Il rito a Perugia è ancora molto sentito. Affonda le sue origini nella più autentica devozione di popolo: è...

Il rito a Perugia è ancora molto sentito. Affonda le sue origini nella più autentica devozione di popolo: è la festa religiosa in onore della Vergine consolatrice degli afflitti, per la vulgata popolare la Madonna dei Cenciarelli. Anche quest’anno la chiesetta campestre del 1700 che si trova incastonata su una piccola altura, percorrendo la discesa del Bulagaio che da piazza Grimana conduce a Ponte Rio, è pronta per accogliere i devoti. Il piccolo santuario viene aperto una volta l’anno, l’ultima domenica di agosto. Come vuole la tradizione, le celebrazioni cominciano con il triduo delle preghiere e culminano con le messe delle 11 e delle 18. La chiesetta, addobbata con lucine, bandierine e fiori di campo, continua ad essere meta di tantissimi credenti. La storia di questo santuario in miniatura parte da molto lontano. La tradizione attribuisce all’intonaco interno dei poteri taumaturgici. I fedeli, specialmente nel giorno della festa, avevano l’abitudine di grattare la superficie e di raccogliere dentro brandelli di stoffa, i cenciarelli, (da qui l’appellativo legato alla Madonna) la polvere così ottenuta. Il fagottino veniva poi riportato a casa e messo vicino al letto dei malati, sperando nella loro guarigione per intercessione della Vergine, intestataria del luogo di culto. Era anche diffusa l’abitudine di legare il sacchetto al collo dei bambini con una cordicella, nella convinzione di proteggerli contro malattie e disgrazie. Non sappiamo se l’antico rimedio funzionasse sul serio o fosse frutto della suggestione. Fatto sta che la Festa dei Cenciarelli, organizzata dalla parrocchia di Sant’Agostino e da alcune famiglie della zona, ancor oggi viene vissuta con rispetto, partecipazione e affetto.

Silvia Angelici