
Il progetto prevedeva la costruzione di un’infrastruttura su un terreno identificato al catasto comunale
Perugia, 5 luglio 2025 – È arrivato il parere negativo per la richiesta di installazione di un nuovo antennone 5G a Ponte San Giovanni che hanno un’altezza tra i 25 e i 50 metri). L’impianto per le telecomunicazioni avanzate dovrebbe sorgere nella zona industriale (via Bruno Colli), ma il procedimento, formalmente concluso con la determinazione dirigenziale 1732 del 3 luglio, ha visto la conferenza dei servizi chiudersi con esito sfavorevole, principalmente a causa della mancata presentazione della documentazione geologica obbligatoria.
Il progetto prevedeva la costruzione di un’infrastruttura su un terreno identificato al catasto comunale. In base alla normativa vigente l’installazione di simili impianti richiede una complessa procedura autorizzativa, che passa attraverso la convocazione di una conferenza di servizi tra vari enti coinvolti: Comune, Regione, Provincia, Arpa, Usl, Aeronautica Militare, Enac, Enav e altri soggetti pubblici.
Nonostante alcuni pareri favorevoli – tra cui quelli di Arpa Umbria e della Regione, entrambi con prescrizioni – il progetto ha subito un duro colpo per una carenza tecnica fondamentale. L’Unitò operativa Ambiente ed Energia del Comune di Perugia ha infatti dichiarato l’impossibilità di esprimere il proprio parere per l’assenza della relazione geologica, documento essenziale per valutare la stabilità del terreno e la sicurezza dell’opera. Senza questo, la valutazione complessiva del progetto risulta incompleta.
Altri pareri, come quello della Provincia di Perugia, sono arrivati oltre i tempi previsti, mentre alcune richieste di integrazione documentale da parte del Comune hanno portato l’impresa richiedente a chiedere una proroga. La scadenza ultima era fissata al 16 giugno, ma entro tale data la documentazione chiave non è stata presentata. La mancata consegna della relazione geologica, in un contesto già complesso per le installazioni 5G, ha quindi portato alla chiusura con esito negativo della conferenza di servizi. Ora l’azienda, che installa questi impianti per conto di compagnie telefoniche di primo piano, potrà ora impugnare la decisione ricorrendo al Tar Umbria entro 60 giorni o presentando un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni. Intanto, a Ponte San Giovanni, per l’“antennone” resta fermo ai blocchi di partenza.
M.N.