REDAZIONE PISTOIA

Il discusso cambiamento strutturale. Lotta alla mancata professionalità: "Regolamentare è necessario"

Il direttore di ConfCommercio Toscana parla di "turismo per rendita", evidenziando la perdita di qualità "Spesso, le offerte di locazioni brevi sono veicolate su piattaforme internazionali ed eludono il fisco" .

Nella foto d’archivio, turisti con tanti bagagli Il tema degli affittacamere fa discutere

Nella foto d’archivio, turisti con tanti bagagli Il tema degli affittacamere fa discutere

PISTOIAUna lotta alla mancata professionalità, in ambito turistico, che sembra essere davvero impari. I numeri di questo fenomeno li ha forniti, in un’attenta analisi, Confcommercio Toscana per quel che riguarda le strutture ricettive. Complessivamente, infatti, ci sono 67.633 codici identificativi (Cin) e di questi solo 16.854 fanno capo a imprese con partita Iva, ovvero il 25% mentre tutti gli altri non sono gestiti in maniera professionale. "È la fotografia di un cambiamento strutturale, che sembra spostare il baricentro del turismo dalla produzione di valore alla semplice rendita – spiega il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni – con il Cin è finalmente emerso quel sottobosco rimasto latente per anni: ora possiamo governarlo per non compromettere le performance delle imprese".

Una questione che non si riduce esclusivamente a concorrenza asimmetrica ma anche alla triste realtà di non poter fare una strategia turistica unitaria, andando a svuotare i centri urbani alimentando spopolamento e disagio abitativo."Viene da chiedersi se in Italia il turismo sia considerata un’impresa o no – aggiunge Marinoni – se vogliamo puntare su questo settore economico in maniera scientifica, il Governo deve intervenire con urgenza per regolamentare le locazioni turistiche. Andando avanti per questa strada vuol dire rinunciare a un modello di sviluppo turistico sostenibile, equo e competitivo, ovvero impoverire il tessuto economico e minare l’identità delle comunità locali. Ma anche mettere a rischio la qualità dell’offerta. Piccoli, divisi, disorganizzati: avremo lo stesso appeal per il turismo internazionale?".

Una tematica che affonda la sua criticità principale a Firenze, dove questi numeri sono diventati mastodontici proprio dopo l’obbligatorietà del Cin ma che riguardano tutto il territorio e, di conseguenza, anche la nostra provincia soprattutto per il fiorire di tante strutture più o meno improvvisate che sono altamente concorrenziali a chi vuole portare avanti il proprio lavoro e il sistema d’accoglienza in maniera professionale. "Quando il turismo diventa economia della rendita immobiliare e non impresa attiva, si riduce infatti la ricchezza condivisa – conclude Franco Marinoni – e c’è sempre da ricordare che, spesso, le offerte di locazioni brevi sono veicolate su piattaforme internazionali e riescono ad eludere il fisco, indirizzando parte consistente dei proventi fuori dal nostro paese".