
Mille le forme di violenza. Foto rubate e commenti choc
Pistoia, 31 agosto 2025 – La polemica relativa al forum online Phica.eu, finito nell’occhio del ciclone a livello nazionale per aver raccolto e pubblicato foto pubbliche di decine e decine di donne di tutta Italia senza il loro consenso, è arrivata anche a Pistoia: nei giorni scorsi, le immagini “social” di una ragazza pistoiese sono finite su quello spazio online a sua insaputa. Questo è quanto denunciato dal consigliere comunale Pd, Paolo Tosi.
“A Pistoia si è verificato un caso concreto che dimostra quanto la cultura della violenza sia radicata anche a livello locale – ha detto - nei giorni scorsi una giovane donna ha denunciato che alcune sue foto, già pubblicate sul proprio profilo Instagram, sono state caricate senza il suo consenso su un forum online dove venivano raccolte immagini di donne accompagnate da commenti sessisti e degradanti. La ragazza ha spiegato che tra gli utenti del sito figuravano anche persone della sua stessa città, riconoscibili dai riferimenti alla sua professione, alla famiglia e al compagno”.
E su queste basi, Tosi ha invitato chiunque sia a conoscenza di episodi analoghi a denunciare. “È inaccettabile che un sito di questo tipo, costruito e alimentato da uomini che trasformano la violazione della dignità femminile in intrattenimento, nonostante numerose denunce, sia stato fino a poco fa attivo. Con un comunicato apparso sulla homepage gli “amministratori” del sito in questione hanno annunciato di chiudere e cancellare tutto, nascondendosi dietro la motivazione inappropriata di non essere stati in grado di “controllare la situazione”.
Come se bastasse cancellare tutto per eludere le proprie responsabilità – ha concluso - sono anni che le donne denunciano queste pratiche senza ricevere riscontri concreti; ora che la verità è emersa in tutta la sua gravità, la risposta è stata la chiusura improvvisa e la cancellazione delle prove. È un messaggio devastante: chi ha violato la dignità e la sicurezza delle donne potrà farla franca, rafforzando l’idea che l’abuso online sia privo di conseguenze. Auspico che le autorità aprano immediatamente un’indagine approfondita: non è più possibile minimizzare, voltarsi dall’altra parte o lasciare che le vittime vengano colpevolizzate invece che tutelate”.