
Salone dello studente all’Ippodromo di San Rossore (foto Del Punta/Valtriani
di Mario Ferrari
Cresce il numero di professoresse ordinarie, aumentano le iscrizioni femminili nei corsi scientifici e migliora l’accesso delle donne ai ruoli apicali: sono questi alcuni dei segnali positivi emersi dal Bilancio di Genere 2023-2024 dell’Università di Pisa, che conferma un trend di avanzamento nella parità tra i generi. Nel dettaglio, le docenti ordinarie sono passate dal 23,59% del 2022 al 25,50% nel 2023. Diminuiscono anche le barriere che ostacolano le donne nella carriera accademica: l’indicatore che misura queste difficoltà è sceso da 1,52 a 1,43, in linea con la media nazionale. È stato inoltre raggiunto l’equilibrio di genere nella dirigenza universitaria e si registrano progressi anche nell’area STEM, dove le iscritte al corso di Informatica sono salite dal 12,67% al 14,15%.
Riccardo Zucchi, rettore dell’Università di Pisa, è soddisfatto di questi numeri? "I dati certificano passi avanti importanti, ma siamo ancora lontani dalla vetta della parità. La presenza femminile nei ruoli apicali è oggi molto più consistente rispetto al passato, ma è anche una questione di tempo e di risorse: il bacino di partenza è ormai simile tra i generi, ora dobbiamo garantire a tutte le carriere scientifiche l’opportunità di maturare. E sperare nei finanziamenti governativi".
Quale sarà il vostro impegno? "Innanzitutto, attraverso la funzione primaria dell’università, che è l’educazione: formare una cultura improntata al rispetto dell’altro, al contrasto della violenza e al riconoscimento del genere femminile e di tutte le persone che possono sentirsi discriminate".
E nell’ottica di misure concrete? "Continueremo a concedere il contributo post-maternità e, a breve, apriremo il Centro di studi per la medicina di genere dell’Ateneo. Su questo tema mi permetta di sottolineare...".
Dica. "Il lavoro congiunto con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana per la creazione di un nuovo asilo nido per i dipendenti del nosocomio nel Nuovo Ospedale Santa Chiara. Un progetto che vorremmo riproporre in futuro anche negli spazi dell’Ateneo, sebbene al momento sia soltanto un’ipotesi. In quest’ottica, stiamo valutando la possibilità di fornire un contributo ad hoc ai nostri dipendenti per sostenere le spese dell’asilo nido, pubblico o privato".
Per quanto riguarda gli strumenti di ateneo? "Se il bilancio dell’Ateneo ce lo permetterà, stanzieremo più fondi per strumenti come il Comitato Unico di Garanzia, la Consigliera di fiducia, lo sportello antiviolenza e tutte le attività complementari dell’Università. Il nostro obiettivo è garantire che, sempre, le persone abbiano una parità di condizioni di partenza, indipendentemente dalle loro scelte di vita".