RENZO CASTELLI
Cronaca

31 agosto 1943: una pioggia di bombe

82 anni fa, il 31 agosto 1943, la città visse il suo giorno più lungo e più drammatico, tanto più...

82 anni fa, il 31 agosto 1943, la città visse il suo giorno più lungo e più drammatico, tanto più...

82 anni fa, il 31 agosto 1943, la città visse il suo giorno più lungo e più drammatico, tanto più...

82 anni fa, il 31 agosto 1943, la città visse il suo giorno più lungo e più drammatico, tanto più indimenticabile perché il bombardamento aereo che devastò Pisa giunse quando ornai la popolazione si era convinta che, dopo tre anni di guerra, la città sarebbe stata risparmiata dagli aerei alleati per le sue bellezze d’arte. Si guardava Livorno, dove i bombardamenti erano cominciati l’11giugno del 1940, già al secondo giorno di guerra, ma Livorno aveva il porto e tanto accanimento poteva avere un senso, ma Pisa perché? Tanto più ora che la guerra era ormai perduta e c’era aria di armistizio, che infatti sarebbe stato firmato otto giorni dopo. Di quel tragico 31 agosto sono stati scritti fiumi di parole ma ancora una volta ci affidiamo a una fonte che fu diretta testimone, cioè riassumendo il verbale che redasse di quella giornata il comandante della DICAT (Difesa Anti Aerea Territoriale), il centurione della Milizia Carlo Cipriani. "L’Allarme fu dato alle 12,20 a seguito dell’avvistamento della squadriglia nemica sulle isola di Gorgona e di Capraia (ma molti pisani lo ignorarono - ndr). Spesso gli aerei americani partiti dalla base tunisina di Oudna facevano quella rotta diretti a nord ma questa volta da Viareggio fu segnalato che la formazione aveva fatto una conversione sul cielo di Pisa. L’attacco iniziò alle 13,04 e durò diciotto minuti. Circa cento apparecchi (ma poi risulteranno 152 - ndr) hanno sganciato da quota 4-5000 metri 600 bombe di medio e grosso calibro. Si è trattato di aerei Sterling (in seguito fu accertato che invece erano i ben più potenti Boeing B-17 - ndr). La DICAT ha aperto il fuoco alle 13,03 e lo ha concluso alle 13,23 (con modesti risultati – ndr). Aerei nemici abbattuti uno, forse due. Il giorno dopo si lamentano, secondo i primi dati comunicati dalla prefettura con lettera n°5280/PA del 1° settembre 1943, 395 morti fra civili e militari e oltre mille feriti, ma le cifre saranno sicuramente in aumento (infatti il conteggio finale indicò 952 vittime – ndr). Danni alle opere militari: al 7° Artiglieria, autocentro, magazzini foraggi, infermeria; alle opere civili: stazione ferroviaria, poste e telegrafi, palazzo della Provincia, ospizio di mendicità, stabilimento St Gobain, fabbricati urbani a sud est della città, da Porta Fiorentina a Porta a Mare". Fin qui in estrema sintesi, e largamente incompleto, il rapporto del centurione Cipriani, l’unico documento ufficiale su quel giorno. Ma il 31 agosto del 1943 fu molto di più e di peggio. Perché quella fu soltanto la data della prima delle 52 incursioni aeree che devasteranno la città fino al luglio dell’anno dopo, quando gli alleati si avvicinarono alla sponda sud dell’Arno per restarvi 45 giorni in attesa di liberare (2 settembre) l’intera città.

Renzo Castelli