
Riflettori di Filcams Cgil provinciale sui dati del Rapporto Economia 2025 della Camera di Commercio di Massa Carrara
Il turismo, la sua qualità e l’indotto che innesca, è legato indissolubilmente al lavoro. E, di nuovo, alla sua qualità e al relativo rispetto dei diritti. Nella fotografia dell’estate 2025 nella nostra provincia, scattata da Filcams Cgil, "rispetto allo scenario nazionale di crisi che impatta trasversalmente in tutti i settori economici, i dati del Rapporto Economia 2025 della Camera di Commercio di Massa Carrara vedono nel turismo, insieme ai servizi, un settore ancora resiliente, con una lieve flessione negativa delle presenze accanto però a un saldo occupazionale positivo, in termini quantitativi, mentre sulla qualità dell’occupazione persistono le croniche storture e irregolarità tipiche del settore". Il turismo a Massa Carrara non è esente dal progressivo mutamento genetico dell’industria turistica, "che vede un calo delle presenze nelle strutture soprattutto extralberghiere e nei campeggi (-13% Massa) a fronte di un aumento di altre modalità di soggiorno – spiega Antonella Ghilardi, segretaria generale provinciale Filcams Cgil – come B&B, affittacamere e case vacanza, paradossalmente calano le strutture più economiche a fronte di un aumento degli alberghi di fascia alta. La riduzione del potere d’acquisto da un lato e il mutamento delle abitudini dei consumatori dall’altro impattano su tutto l’indotto, con ricadute anche su altri settori, in particolar modo sul commercio. Calo del potere d’acquisto e caro vita che incalzano, come per tutti i lavoratori, anche per lavoratrici e lavoratori del turismo, oltre alla difficoltà di recuperare l’inflazione quando il rinnovo dei contratti collettivi nazionali subisce forti ritardi inibendo adeguati incrementi salariali. Questo quadro va a inasprire criticità che già insistono sulla qualità del lavoro nel turismo, ancora lontano, se non in poche realtà virtuose, da processi di destagionalizzazione che abbatterebbero la fluttuazione della domanda di manodopera e la “temporaneità” della forza lavoro".
"Per arginare la crisi le imprese non investono sul capitale umano, non investono su formazione e qualificazione professionale ma tentano di combatterla tagliando il costo della manodopera, con gli “strumenti” che hanno a disposizione e di cui la sporadicità dei controlli ispettivi consente la diffusione (contratti irregolari, pirata o addirittura fittizi, fuori dal perimetro della contrattazione collettiva nazionale, sottopagamento delle prestazioni con salari inferiori a quanto previsto dai contratti collettivi nazionali...). Paradossalmente – prosegue Ghilardi – sono le stesse Imprese che puntualmente lamentano la carenza di figure professionali qualificate: l’unica logica che rimane prevalente è la ricerca del profitto, non aumentando la qualità ma abbassando i costi, metodica che assume tratti ancora più preoccupanti se pensiamo allo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici migranti. Per questi ultimi, agli indicatori di sfruttamento lavorativo se ne sommano altri correlati alla loro condizione di straniero e in generale di lavoratore in stato di bisogno, maggiormente ricattabile e più incline ad accettare condizioni spesso ai limiti della legalità. La Campagna Filcams Cgil 2025 “Turismo è lavoro” si inserisce nella nostra “vertenza delle vertenze” per l’umanità e la dignità del lavoro, contro la logica capitalistica del mero profitto perseguito con lo sfruttamento lavorativo e l’abbassamento del costo del lavoro. L’unica strada per garantire una crescita quantitativa e qualitativa del settore, e in generale di ogni settore economico, non può prescindere dalla valorizzazione del lavoro e di chi lo compie".