
Questa modalità ulteriore di caccia sarà possibile esercitarla da domani fino al 28 febbraio 2026
I cinghiali sono troppi, creano danni a non finire e in più sono veicolo della temibile Psa, la peste suina africana che falcidia gli allevamenti suinicoli con gravi ripercussioni economiche. E’ certamente su queste basi pertanto che la Regione Toscana ha emesso di recente un decreto sanitario ai fini del depopolamento della Psa, sempre in attività di controllo, che consentirà – oltre al metodo della ’girata’, che finora veniva praticato con 15 operatori e 3 cani "limiere" (che scovano, ma non inseguono il cinghiale) – anche il ritorno alla forma della ’braccata’. In sintesi, la tradizionale forma di caccia al cinghiale, quest’ultima, esercitata da 40 cacciatori con mute di cani che scovano ed inseguono il cinghiale.
Questa decisione interesserà i territori dei Comuni di Fivizzano, Casola, Carrara e Massa. I primi due territori sono entrati in ’Zona Due’, mentre i secondi in ’Zona 1’. Pertanto questa ’attività di controllo’, che di fatto rappresenta la caccia al cinghiale nella modalità di un tempo, come fra l’altro richiesto recentemente proprio dai cacciatori di Fivizzano, sarà possibile esercitarla da domani fino al 28 febbraio 2026.
Rispetto alla tradizionale caccia di un tempo, prima della comparsa della PSA, di fatto, il periodo di prelievo della specie cinghiale, aumenta di ben due mesi. A quanto pare, sarà possibile praticare questa forma di ’caccia-depopolamento’ tutti i giorni, salvo il martedì e il venerdì per ’silenzio venatorio’. Tassativamente però i cinghiali abbattuti dovranno essere conferiti nelle ’case di caccia’ a norma dove operatori formati, preleveranno milza e diaframma dei selvatici uccisi che saranno sottoposti alle dovute analisi sanitarie per verificare se siano positivi o meno alla peste suina africana ed alla trichinella. Nel caso le carcasse dei cinghiali risultassero esenti da queste problematiche e perfettamente commestibili, le carni potranno essere liberamente concesse per l’autoconsumo.
Roberto Oligeri