
Cacciatori e residenti hanno incontrato ieri mattina il sindaco di Mulazza, Claudio Novoa, per fare il punto sulle battute e per mettere a fuoco i disagi delle frazioni (Foto. Pasquali)
L’incubo cinghiali continua a disturbare le notti degli agricoltori della Lunigiana assediati da plotoni di ungulati, che non solo devastano campi, ma divorano tutto danneggiando anche l’ecosistema. Quando hanno fame si scatenano alla ricerca di cibo e sono in grado di sfondare reti e barriere. Dalle finestre delle case la gente osserva timorosa. E non sa come difendersi. E’ una situazione condivisa da tanti altri paesi in Lunigiana. Nel Comune di Mulazzo e nelle frazioni di Canossa, Pradola, Castevoli e Borgo la situazione è fuori controllo, così è stato chiesto al sindaco Claudio Novoa di organizzare un incontro in Comune. Ieri erano presenti pure le squadre di cacciatori che hanno sostenuto il Comune nel trovare soluzioni pratiche.
"La situazione derivante dal lungo periodo di chiusura della caccia ha fatto proliferare i cinghiali - dice il sindaco - Un problema per le coltivazioni ma anche per quanto riguarda sicurezza e ordine pubblico: le scorribande degli ungulati nei centri abitati, coi bidoni dell’immondizia che vengono rovesciati per strada, creano disordine e degrado. E c’è il rischio che i cinghiali siano causa di incidenti stradali. Basta pensare al pericolo che corrono i motociclisti sulle strade di montagna". Il sindaco ha ringraziato coloro che hanno proposto questo appuntamento utile per focalizzare le problematiche e segnalare tutto il lavoro che il Comune ha svolto in questi mesi con le organizzazioni professionali, l’Atc, le squadre di caccia, che hanno permesso al Comune di Mulazzo di poter ottenere la deroga rispetto alla chiusura alla caccia riguardante anche il territorio confinante con i focolai della peste suina africana e con il commissario nazionale Giovanni Filippini. Novoa ha spiegato che con la collocazione di barriere anticinghiale nella zona che costeggia il Torrente Teglia è stato possibile autorizzare l’attività di depopolamento. "Misura che ci ha permesso di ottenere buoni risultati con l’abbattimento di 30 cinghiali e domani (oggi, ndr) ci sarà un’altra battuta". Per fronteggiare la diffusione della peste suina nelle zone soggette a restrizione sono state installate anche barriere stradali e autostradali ad hoc. Nell’incontro si è parlato del risarcimento danni fatti dai cinghiali ad agricoltori non professionali. I partecipanti hanno chiesto attenzione su questo aspetto, attualmente gli hobbysti sono esclusi dai rimborsi. Tra l’altro nel Comune di Mulazzo gli agricoltori professionali sono pochi. "La legge 157 che si occupa di regolamentare la caccia è in fase di revisione, risale al 1992 e quindi potrebbe prevedere anche questo tipo di risarcimento, ora non previsto - prosegue Novoa - Ed è stata chiesta la possibilità del ritorno alla braccata incrementando il numero dei cacciatori coinvolti che oggi col depopolamento sono solo 15 con soli 3 cani limieri. Così da poter svolgere un’azione più incisiva nell’abbattimento. Il fenomeno è particolarmente sentito dalla popolazione. Ogni giorno ci sono i cinghiali in giro per il paese e vicino al palazzo comunale di Arpiola".
N.B.