REDAZIONE LUCCA

Ha sfornato dolci per 70 anni, ora tutto viene demolito: il chiosco di Piero se ne va

Lucca dice addio a una rivendita storica, che ha deliziato generazioni intere. Una serie di problemi burocratici hanno portato alla chiusura dell’attività. Nacque tutto nel Dopoguerra. Dai cannoli ai bomboloni: tante le leccornie della baracchina

Il chiosco di Piero a Lucca: un vero punto di riferimento per settant'anni (Foto Alcide)

Il chiosco di Piero a Lucca: un vero punto di riferimento per settant'anni (Foto Alcide)

Lucca, 31 agosto 2025 – L’ultimo atto c’è stato sabato 30 agosto, con una sorta di festa d'addio insieme ai clienti. Chiude definitivamente e viene demolito il chiosco di Piero, una rivendita di bomboloni e cannoli che per settant’anni ha deliziato i palati di più generazioni di lucchesi. Un’atività storica che chiude definitivamente per una serie di problemi burocratici che non permettono al chiosco di Piero di continuare.

chiosco da piero - lucca
La festa finale dei gestori del chiosco di Piero con i clienti e gli amici (Foto Alcide)

Accade tutto appunto nell’anniversario dei settant’anni di attività. Quella della famiglia Pepi. Fu il capostipite Piero ad aprire la baracchina negli Anni Cinquanta. Un tempo lontanissimo, un altro mondo, senza social, senza il web. La baracchina era un punto di riferimento, un luogo dove i genitori portavano i figli per un dolce premio. Un ritrovo per tanti giovani. 

Il chiosco si trova, o meglio ormai si trovava, fuori da Porta Santa Maria. Luca, Luana e Sonia Pepi sono i tre nipoti di nonno materno Piero che hanno portato avanti l’attività insieme al loro babbo Eugenio. Il chiosco chiude. Secondo gli attuali gestori non avrebbe senso portare l’attività in un fondo commerciale. La burocrazia ha fatto il suo corso, non ci sono alternative alla demolizione, che comincia con l’inizio di settembre. 

Nella festa finale di sabato, tanti clienti sono passati per un abbraccio, una parola ai gestori. Un momento di addio, per un chiosco che ha tantissime storie da raccontare. Il tutto con un velo di malinconia, per una storia commerciale che si chiude. "Siamo rammaricati ma anche orgogliosi di questi settant’anni”, hanno detto i gestori alla gente che si è fermata.