MONICA PIERACCINI
Cronaca

Un euro in più per chi si siede al tavolino con il caffè: la tassa del pasticciere divide i clienti. "Furto legalizzato al bar"

Firenze, la pasticceria I Dolci di Patrizio Cosi applica un sovrapprezzo a chi si siede. “Ma da noi il caffè costa solo 1,30 euro, nonostante gli aumenti esponenziali delle materie prime”

Riccardo Camporesi, titolare della pasticceria "I dolci di Patrizio Cosi"

Riccardo Camporesi, titolare della pasticceria "I dolci di Patrizio Cosi"

Firenze, 29 agosto 2025 – Tre anni fa la pasticceria I Dolci di Patrizio Cosi in Borgo degli Albizi a Firenze ha introdotto un sovrapprezzo di un euro per chi consuma al tavolo. Una scelta semplice, fatta per “far quadrare i conti”, ma capace di accendere discussioni infinite, soprattutto sui social, anche a tre anni dalla sua introduzione. "Mi hanno fatto diverse recensioni negative, accusandomi di far pagare il servizio anche quando, di fatto non c’è, ma non è così”, spiega il titolare Riccardo Camporesi.

"In realtà – precisa – quell’euro in più è per la consumazione al tavolo, un euro complessivo, non per ogni caffè o ogni brioche. Chi si siede mezz’ora ad un tavolino paga un euro in più, indipendentemente da cosa prende. Così chi consuma al banco non si trova a pagare indirettamente i costi di chi occupa a lungo un tavolo”.

Il modello, chiarisce Camporesi, nasce da un’esigenza concreta. "Avevo bisogno di una persona in più solo per gestire il servizio. Invece di aumentare a tutti il prezzo del caffè, ho preferito lasciare il banco più accessibile e introdurre l’euro per il tavolo. Oggi il caffè da noi costa 1,30 euro, mentre altrove è già a 1,50 o addirittura 1,70. Un cappuccino e una brioche al tavolo da noi arrivano a 3,20 euro: meno della metà di quanto si spende nel centro città”.

Eppure il malinteso resta. Recensioni negative su Google parlano di "bagno a pagamento” (50 centesimi per chi entra solo per usarlo, ma è gratis per chi consuma) o di “furto legalizzato”, per quell’euro che viene pagato per sedersi (ma poi il tavolo va anche sparecchiato). Camporesi ribatte: “Non mi devo giustificare, devo solo spiegare. E i clienti che vengono tutti i giorni lo hanno capito: spendono meno che altrove”. Tanto più, chiarisce il titolare, che quell’euro in più che viene richiesto a chi siede al tavolo, è indicato ovunque, fuori e dentro il locale.

Quello che a Firenze scandalizza, all’estero peraltro è già una norma. "Qualcuno mi dice di far pagare quell’euro in più solo ai turisti – racconta Camporesi – ma non è giusto. Non è possibile fare distinzioni, tra una persona e l’altra. Per i nostri clienti affezionati c’è la carta ricaricabile che prevede il 10% di sconto su tutto, lo stesso facciamo con gli studenti, che siano italiani o stranieri”.

Nonostante le polemiche, Camporesi sembra dunque intenzionato a mantenere la propria scelta. "Non siamo qui per diventare ricchi, ma per offrire qualità senza far pagare a chi consuma al banco i costi di chi si siede. Continueremo così finché sarà possibile, cercando di restare coerenti e trasparenti con tutti i clienti”.

Un euro in più al tavolo, dunque, è solo un piccolo prezzo da pagare per sedersi comodi, gustando un caffè e una brioche artigianale e di qualità, ma senza sorprese sul conto finale.