CARLO CASINI
Cronaca

Piazza senza più Libertà. Arco in gabbia e cantieri: "Era viva e monumentale. Ora ci si stringe il cuore"

Lo snodo principale del traffico visto con gli occhi di chi ci lavora ogni giorno "Vasca e parco sono ormai senza più cura. L’impalcatura è qui da 14 anni".

Uno scorcio della fontana prosciugata con dietro le transenne del cantiere

Uno scorcio della fontana prosciugata con dietro le transenne del cantiere

di Carlo Casini

Piazza della Libertà abbandonata. Nonostante sia lo snodo di traffico principale della città, porta nord , i problemi si ripercuotono nel tempo, a partire dall’Arco di Trionfo cantierizzato da tempo immemore. A denunciare tra gli altri la situazione, Massimo Manuali, che dalla sua ricevitoria del lotto affaccia sul degrado della piazza. "Sono qui da 39 anni e l’impalcatura all’Arco c’è da 14 – scuote la testa il negoziante – Non si capisce cosa ne vogliano fare. Miglioramenti? Dall’ultimo articolo che uscì su La Nazione quantomeno non ci sono più i panni dei senzatetto stesi e non alloggiano nell’accesso alle fogne".

I lavori di restauro, c’è da dire, non sono semplici perché il monumento fu tirato su in fretta e di quella fretta iniziale ha sempre risentito. Per consentire l’ingresso in città dei Lorena furono assunti ben 4mila lavoratori, ma in un mese e mezzo si tirò su la struttura principale: il 6 dicembre 1738 si pose la prima pietra e il 19 gennaio 1739 entrò in città in trionfo Francesco Stefano. Ci volle poi un altro anno per aggiungere le decorazioni, e altri venti venti per statue orpelli: si concluse solo nel 1759.

Strana coincidenza, esattamente cent’anni dopo, nel 1859 i Lorena subirono la cacciata da e Leopoldo II ripassò sotto quell’Arco, stavolta verso Nord. Però i lavori vanno avanti da cinque lustri: iniziati nel 2011, proseguiti poi lato porta San Gallo ad aprile 2023, rallentati dagli studi per la Tav, finiranno su quel lato entro l’anno.

"Lo stato di conservazione del monumento è stato rilevato dalle indagini commissionate all’Università degli studi per monitorare gli effetti del passaggio della talpa per il sottoattraversamento AV; tali indagini hanno comunque evidenziato l’assoluta irrilevanza degli effetti dello scavo dei tunnel sul monumento" spiegano da Palazzo Vecchio. I lavori sono stati complessi e minuziosi sulle decorazioni, e tra le azioni più difficili "statue collocate in sommità, interessate da fratture che ne avevano pregiudicato la stabilità".

Sul lato opposto invece, "le analisi hanno riguardato anche gli apparati del fronte verso il Parterre, restaurati nel 1995 e che saranno oggetto di un nuovo intervento di consolidamento e presentazione estetica, per il quale è tutt’ora in corso la ricerca di idonei finanziamenti".

"Si è rivelato un intervento molto più complesso rispetto a quanto immaginato nella prima fase", dichiara l’assessore alla Cultura, Giovanni Bettarini. "Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma il dato positivo, dopo l’approfondimento garantito anche dallo studio dell’Università, è che adesso abbiamo un quadro definitivo dei lavori da compiere, e quando potremo inaugurarlo l’arco sarà restituito alla città nella sua bellezza originaria e, grazie alle tecniche odierne di restauro, con assoluta sicurezza".

Ma non è il solo problema nota Manuali: "La fontana è spenta e vuota.. d’acqua, perché di foglie e cartacce invece è piena, i giardini sono aridi, non c’è un irrigatore, la piazza è un tappeto di foglie. C’è un tombino che si era infossato, lo segnalai ai vigili, bastava un camion per sprofondare, è transennato da un mese ma ancora non è intervenuto nessuno: aspettano l’inizio delle scuole con il traffico?".

Inoltre, "Per ora non ci sono i senza fissa dimora sotto i portici, ma con l’arrivo delle piogge, temiamo che tornino ad accamparsi". "Mi si stringe il cuore a vedere la piazza così, abbandonata, ora che è biglietto da visita del centro per i turisti più che mai. Va data una soluzione di ampio respiro", conclude sconsolato il commerciante.