
Una carcassa di bicicletta abbandonata su un albero in piazza della Libertà (Foto Marco Mori/New Press Photo)
Firenze, 9 luglio 2025 – Pensare che questo luogo simboleggia l’ingresso (e la cacciata) dei Lorena da Firenze, con il restaurando Arco di Trionfo. E più tardi, nelle sue forme attuali, piazza la porta nord della città, con la grande ellissi di piazza della Libertà, disegnata dal Poggi durante la realizzazione dei viali, allora intitolata a Cavour. Dopo anni di trascuratezza, doveva rinascere con la tram La Vacs oggi è a pieno regime, ma la piazza è in balia al degrado. v ia.
La fontana vuota al centro è l’emblema dell’abbandono. Dentro, lattine, plastiche, cartacce e pozze d’acqua marcescente che ammorba l’aria. Cartacce anche sul prato a fare compagnia alle deiezioni canine.
«Siamo di Borgo San Lorenzo – dicono Margherita e Martina – era un po’ che non ripassavamo di qua, ma nulla è cambiato rispetto a quando studiavamo a Firenze qualche tempo fa. È sempre stata abbandonata, ma ora la piazza dà proprio senso di degrado. A partire da quell’ arco recintato da troppo tempo». Sulle panchine intorno, all’ ombra degli alberi, senzatetto che cercano riparo dalla calura.
Ma il peggio si nasconde sotto i piedi, nelle viscere oscure della piazza. Nel fornice della Porta San Gallo una porticina sovrastata da una scritta di quando ancora la piazza era intitolata a Galeazzo Ciano, ‘Accesso alle fogne dei Viali’, è mal interclusa da una transenna. Giusto un palliativo. Basta aggirarla e dare una spinta che si apre la discesa verso un antro buio, una ripida scalinata che pare condurre verso gli inferi. Fatto qualche scalino, è meglio non avventurarsi: nonostante il fetore e l’ambiente malsano, i giacigli rendono palese la presenza di un’occupazione. «Non ci dormono e basta, vengono pure a drogarsi e a prostituirsi, a vedere chi entra ed esce – spiega un anziano – Ridotta così la piazza, mai vista in tutta la vita. E si accampano pure là al Parterre». Ci spostiamo e anche lì gli indizi sono palesi. La struttura è malcur ata. Erbacce tra gli scalini e mura scrostate. Ma è nella volta di passaggio sopra il parcheggio lato Ponte Rosso che si nascondono dei giacigli ancora peggiori. Perché oltre al parapetto, sui cornicioni a precipizio sul parcheggio sotterraneo, ci sono materassi e sacchi di vestiti. Al di qua del parapetto, fa quasi sorridere una camera a cielo aperto, con tanto di abatjour a pile e ben spazzata. Torniamo sotto i portici, dal lato opposto della piazza: qui la notte non solo si accampano coi materassi, ma ci cucinano pure con i fornelletti. «La sera qui è terra di nessuno, eppure è la piazza più transitata di Firenze. Ma noi commercianti e residenti lamentiamo le stesse cose da almeno vent’anni – non si capacita il tabaccaio Massimo Manuali – Possibile si lasci tutto allo sbando? A Firenze si pensa solo ai turisti?».
«Piazza della Libertà è uno degli ingressi monumentali più importanti di Firenze, ma si presenta in uno stato di abbandono inaccettabile. Un luogo simbolico ridotto a scenario di incuria e insicurezza» attacca il consigliere comunale di Italia Viva Francesco Casini, che ha presentato un’interrogazione all’amministrazione comunale per chiedere chiarimenti su eventuali progetti di riqualificazione in zona.
«Le aiuole sono lasciate all’incuria, la fontana monumentale è ferma, molte panchine sono divelte, e quelle nuove risultano inutilizzabili perché roventi con il caldo. È paradossale che si installino arredi pubblici che non possono essere usati. Ma il dato più grave è la segnalazione di persone che dormono nei sotterranei della piazza, dentro le scale di accesso alle fognature o nei locali tecnici del Parterre. Una condizione di degrado umano e urbano che non può più essere ignorata».