
Agricoltura alle prese con un meteo imprevedibile
Pioggia prima, caldo torrido poi, dopo ancora temporali. È l’incertezza, sono gli sbalzi, che non fanno bene all’agricoltura. Quella del Chianti, ma non solo. "Siamo passati in poche settimane dalla pioggia intensa al caldo intenso: il rischio di scottature per gli ortaggi e i frutti ancora da raccogliere è altissimo", spiega Cesare Buonamici presidente di Coldiretti Firenze e Prato. "L’eccessiva esposizione al sole può danneggiare, macchiare e spaccare la buccia rendendo il prodotto non più commercializzabile con pesanti conseguenze economiche per le aziende che hanno sostenuto tutta una serie di costi che non riusciranno a recuperare. Le aziende stanno già mettendo in campo una serie di strategie preventive: dall’anticipare il raccolto la mattina presto al diradamento dei frutti sugli alberi, eliminando quelli non in grado di sopravvivere, per cercare di salvare almeno parte della produzione. Il surriscaldamento climatico è sotto gli occhi di tutti".
A dare corpo alle parole del presidente di Coldiretti sono gli agricoltori stessi. Come Samuele Cirri. "Il caldo eccessivo degli ultimi giorni mette a rischio la produzione di quasi tutti gli ortaggi a campo aperto e della frutta bruciandoli in maniera importante come i pomodori e le zucchine o le insalate che vanno irrigate dalla mattina alla sera per farle resistere a queste temperature. Ci siamo attrezzati con una bella spesa per ombreggiare il più possibile e per vedere di recuperare un minimo di raccolto". Ecco perché il presidente Buonamici sottolinea che "si deve accelerare per dare alle imprese più acqua evitando l’emungimento dai pozzi, che oltre che costoso, si porta dietro il tema del cuneo salino, e più investimenti sull’agricoltura di precisione per ottimizzare l’uso delle risorse produttive".
"Anche se quest’anno non si profilano particolari criticità per la nostra regione con i principali invasi pieni oltre il 90%, è importante e urgente sostenere le imprese nel percorso di adeguamento, mitigazione e contrasto agli effetti del climate change", conclude Buonamici. E il vino? Carlotta Gori, direttrice del Consorzio Chianti Classico sottolinea come sia "tutto molto positivo a oggi. Maturazione regolare, buona riserva idrica grazie alle pioggia di maggio. Quindi buona resistenza anche al caldo di questi giorni. Piante sane e vegetazione abbondante per affrontare il caldo". Diverso il discorso olivi: come spiega Federigo Del Campo, olivicoltore, "le olive stanno fruttificando e con il caldo prolungato gli olivi sono abbastanza a rischio. In questa fase vegetativa le olive, dette chicchi di pepe, rischiano di cadere e di seccare per il caldo prolungato".