MONICA PIERACCINI
Economia

Olio toscano, nel 2025 produzione in calo. Ecco perché

Tra cambiamenti climatici, mosca olearia e differenze territoriali, la quantità scenderà, ma la qualità resta alta. “Per molte aziende – avverte Coldiretti – i costi di raccolta rischiano di superare i ricavi”

Olio, produzione in calo in Toscana (Foto di repertorio Germogli)

Olio, produzione in calo in Toscana (Foto di repertorio Germogli)

Firenze, 29 agosto 2025 – La prossima sarà un’annata ben diversa da quella straordinaria del 2024 per l’olio toscano. A lanciare l’allarme è stata Coldiretti Pistoia, secondo la quale nelle situazioni migliori il raccolto sarà appena un terzo rispetto a una stagione media e soltanto il 15-20% rispetto ai livelli record dello scorso anno. Le cause? Temperature elevate, scarsità di acqua e la diffusione della mosca olearia. «Per molte aziende – avverte Coldiretti – i costi di raccolta rischiano di superare i ricavi, rendendo economicamente insostenibile la produzione di olio extravergine d’oliva in provincia di Pistoia».

Filippi (Consorzio tutela olio Igp): meno quantità, ma qualità garantita

Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio di tutela dell’olio Toscano Igp e di Olma, cooperativa che riunisce un migliaio di produttori olivicoli, invita però alla cautela. La flessione nella produzione ci sarà, infatti, e un po’ in tutta la regione, solo ma perché il 2024 è stato un anno «eccezionale per quantità».  Il calo, insomma, è inevitabile, prematuro quantificare ora la caduta produttiva. Alcune zone, come Grosseto e Siena, mostrano segnali migliori, mentre altrove la produzione si stima sensibilmente ridotta.

Tra un mese inizia la raccolta delle olive
Tra un mese inizia la raccolta delle olive

Mosca olearia, clima e calendario della raccolta

A differenza degli anni scorsi, le temperature più "normali" di questa estate, soprattutto di luglio, con temperature più basse, hanno incoraggiato la diffusione della mosca olearia. Ma, rassicura Filippi, le aziende toscane oggi dispongono di strumenti efficaci per contenerne i danni, purché si intervenga tempestivamente. Il calendario della raccolta resta quello consueto: si partirà lungo la costa tra fine settembre e inizio ottobre, mentre nelle zone interne, come Firenze, si arriverà solo dopo la metà del mese.

Qualità confermata, l’export teme i dazi

Nonostante le difficoltà quantitative, la qualità dell’olio toscano extravergine dovrebbe restare elevata. Le aziende con vocazione olivicola hanno ormai consolidato standard e pratiche che garantiscono oli eccellenti, purché le olive vengano raccolte sane e lavorate rapidamente. Sul fronte internazionale, i dazi non sembrano al momento penalizzare le vendite dell’olio toscano. «Un olio Igp che si vende Oltreoceano a 30 euro a bottiglia, con i dazi sale a 34 euro e questo non fa la differenza per il cliente americano. L’olio perciò mantiene la sua competitività», evidenzia Filippi.