
L’estate 2026 segnerà il debutto del gruppo Armani al timone della Capannina
Forte dei Marmi, 29 agosto 2025 – Si cambia musica, e il sound convince assai. L’annunciato passaggio di mano ufficializzato dai manager del gruppo Armani che hanno confermato l’acquisizione – per una cifra attorno ai 14 milioni – della Capannina da parte del re delle passerelle fa sperare in un’estate 2026 con un locale che potrà tornare a imporsi a livello nazionale.
“Questa acquisizione è un ritorno personale e simbolico alle mie radici - ha confidato Giorgio Armani - È un tributo alla cultura italiana, alla bellezza senza tempo e al luogo che ha segnato un momento cruciale della mia vita”. E se lo stilista non ha nascosto di aver voluto omaggiare in questo modo l’indimenticato compagno di vita e di carriera Sergio Galeotti, conosciuto proprio in Capannina nel 1966, c’è chi ipotizza che dietro a questa operazione così romantica in realtà ci siano imprenditori legati al mondo della moda e alla ’dimensione Armani’. La lunga trattativa ha avuto momenti di stallo per le condizioni imposte dalla società milanese: la prospettiva di non dover riassorbire il personale ma inserire gli elementi già formati secondo le logiche dei cafè targati Armani e le vicende legate alla veranda esterna per la verità mesi fa già smantellata dalla famiglia Guidi per regolarizzare ogni situazione. Dopo grandi pigmalioni come Achille Franceschi e Gherardo Guidi, il locale va in continuità dunque con un nome d’eccellenza.
Alla fine a contendersi la discoteca più iconica del Belpaese erano rimasti in tre: Giorgio Armani, Alessandro Boniperti, figlio dell’ex giocatore Giampiero Boniperti della Juventus e l’ex deputato bergamasco Giorgio Jannone Cortesi – già numero uno delle cartiere Pigna e nel Cda di Visibilia, la società editrice di Daniela Santanchè – alla guida di una cordata di imprenditori italiani e stranieri pronti ad acquisire la Capannina e pure la Bussola di Focette, sempre di proprietà della famiglia Guidi. Che adesso resta locale ancora in cerca di un nuovo proprietario (in passato anche Massimiliano Pani, figlio di Mina, aveva formalizzato la volontà di rilanciarla ma ogni trattativa è poi andata in fumo). Nonostante l’esultanza generale per l’arrivo in pompa magna del gruppo Armani, Italia Nostra Versilia tira il freno. “Eventuali rifacimenti – ammonisce – dovranno riguardare l’interno del locale e mai l’esterno, essendo un bene tutelato dalle belle arti. Inoltre è collocato su terreno demaniale e in base alle leggi vigenti deve rispettare le distanze dal mare”.
Francesca Navari