
La nuova direttrice artistica Teresa Cavina racconta la storica kermesse, in scena da oggi a domenica. Film in anteprima, incontri, masterclass e premi. Omaggio a Terry Gilliam, si comincia con la Pimpa.
"Montone è un borgo delizioso, uno di quei luoghi in cui si crea un cenacolo di persone in un’atmosfera unica: la missione dei piccoli festival è permettere al pubblico e agli autori di dialogare tra loro, per questo ho accettato con gioia il mandato". Teresa Cavina, figura di spicco del panorama cinematografico internazionale, è la nuova direttrice artistica dell’Umbria Film Festival che da oggi a domenica rinnova la sua magia trasformando il borgo in un super cinema sotto le stelle, con proiezioni in anteprima, corti d’autore e classici, masterclass, talk, podcast, tavole rotonde, incontri, concerti e performance artistiche.
Come ha lavorato al Festival?
"Io sono arrivata molto tardi perché sono stata nominata ad aprile e quindi il team è stato fondamentale per accettare l’incarico. Con me ci sono Giacomo Caldarelli e Ivan Frenguelli, programmatori del PostModernissimo, e il critico cinematografico Sergio Sozzo: un gruppo unito che ha tanta voglia di fare".
Punto di partenza?
"Terry Gilliam, cittadino onorario e vice presidente del Festival, fondato 29 anni fa da un gruppo di prodi da lui capitanato. E’ una forza della natura, pieno di idee e sarà qui tutta la settimana. Lo celebriamo con “Brazil“, a 40 anni dall’uscita. Un film bellissimo e profetico: all’epoca era distopico, adesso lo è molto meno, basta pensare all’accesso ai dati sensibili...".
I tratti del suo Festival?
"Siamo partiti da “Brazil“ e dalla situazione nel mondo, con migliaia di morti ovunque nell’indifferenza generale. Il piccolo fil rouge sarà la responsabilità etica, soprattutto degli artisti. Così a Montone si vedranno un bellissimo documentario “Orwell: 2+2=5” di Raoul Peck, “Yunan” di Ameer Fakher Eldin. E poi un corto palestinese e “Sterben - Lo spartito della vita” di Matthias Glassner. Con i registi raccolti in una tavola rotonda".
Oggi è la prima giornata..
"E noi festeggiamo i 50 anni della Pimpa, cartone animato amatissimo dai bambini, con una selezione di episodi diretti dal suo creatore, Enzo d’Alò. Sarà lui a ricevere alle 19 le chiavi della città e domani terrà una masterclass. Poi ripartirà subito perché con Altan si è inventato un musical proprio sulla Pimpa".
Le chiavi della città sono una cifra distintiva del Festival..
"Già e per la volta volta ce ne sono tre. Dopo D’Alò verranno consegnate alla regista Laura Citarella, grandissima rappresentante del nuovo cinema argentino, alla quale Montone dedica un piccolo omaggio con il suo film d’esordio “Ostende” insieme a “Trenque Lauquen”. E poi allo sceneggiatore Charles McKeown, legatissimo a Gilliam".
E Saverio Costanzo?
"Sarà il primo a ricevere l’Excellence Award, premio che abbiamo istituito come segno del nostro arrivo, è un premio all’eccellenza per un regista straordinario, dal suo primo film, “Private“. all’Amica geniale".
Idee per il futuro?
"Siamo già al lavoro, con il team e la presidente Michela Paganelli per celebrare il trentennale del 2026. Vogliamo insonorizzare un luogo per le proiezioni al chiuso che permetterà di aumentare l’offerta di film, mantenendo ovviamente lo spazio all’aperto dove si va avanti fino a notte fonda. Il mio sogno è fare di Montone un luogo di collaborazioni e colloquio, dove tutti si incontrano, parlano e finiscono per lavorare insieme".