SARA MINCIARONI
Cronaca

Imprenditori indagati per bancarotta. Ora le misure interdittive del giudice

Castiglione del Lago, a quattro è stato vietato l’esercizio di uffici direttivi in qualsiasi azienda .

Il procuratore Raffaele Cantone

Il procuratore Raffaele Cantone

Bancarotta, anche fraudolenta, per nascondere al fisco beni e proprietà. Con pesanti accuse quattro imprenditori di Castiglione del Lago, tutti membri della stessa famiglia e attivi nel settore del legname, sono stati interdetti per dieci mesi dall’esercizio di uffici direttivi in qualsiasi azienda. Il provvedimento cautelare è stato emesso nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Perugia, diretta da Raffaele Cantone, che indaga su un presunto sistema per eludere i creditori e lo Stato.

Al centro dell’indagine, un gruppo aziendale già fallito e in liquidazione giudiziale, noto nel Trasimeno per le opere di falegnameria e realizzazione mobili, anche su misura. Secondo le accuse, i titolari avrebbero architettato un meccanismo complesso: affittare l’azienda a società “ad hoc“, create e a loro riconducibili, ma di fatto rivelatesi delle “scatole vuote“. Questo stratagemma, secondo la Procura, sarebbe servito a proteggere i beni strumentali essenziali all’attività imprenditoriale dall’aggressione dei creditori e dell’Erario.

Le indagini della Guardia di Finanza hanno rivelato un quadro preoccupante. La gestione contabile delle imprese coinvolte sarebbe stata gravemente irregolare, generando nel tempo un passivo di oltre 2,1 milioni di euro. Una parte consistente di questo debito, la più cospicua, sarebbe dovuta al fisco. Di conseguenza, i quattro imprenditori sono stati iscritti nel registro degli indagati con accuse che spaziano dalla bancarotta semplice, alla bancarotta fraudolenta (documentale e per distrazione), fino alla bancarotta societaria impropria.

Le indagini sono tuttora in corso e la Procura sta lavorando per ricostruire con precisione la rete di operazioni e le responsabilità individuali. Nel frattempo, per prevenire l’aggravamento del passivo e per evitare la reiterazione dei reati, il pm ha chiesto e ottenuto la misura interdittiva.