
Gli avvocati Sandro Sicilia e Paolo Panzieri insieme all’architetto Caterina Biagini. ieri appena terminata l’udienza
di Laura ValdesiSIENA"Sarò telegrafico, c’è stata una condotta omissiva", dice il vice procuratore onorario Massimo Rossini. E chiede al giudice Elena Pollini la condanna a 1000 euro di ammenda per l’architetto Caterina Biagini, dipendente di palazzo pubblico, finita sotto processo per gli scavi al Santa Maria della Scala. Un intervento che rientrava nel progetto di recupero e restauro della cosiddetta ’strada interna’ al complesso museale. Una vicenda clamorosa che è giunta alle battute finali con le richieste del pm e la difesa degli avvocati Paolo Panzieri e Sandro Sicilia. "Un processo residuo della maxi inchiesta dove ci sono tante stranezze", tuona Panzieri. "Dove viene contestato il danneggiamento del patrimonio, articolo 733, ma l’unico imputato è il direttore dei lavori che tra l’altro, era stato segnalato alla procura, al momento degli scavi si trovava in ferie. Non sono stati svolti approfondimenti", attacca. Smentito nel corso del dibattimento che fossero stati usati mezzi meccanici, non era vero che il materiale venne portato in discarica, rimase nelle cassette. E ancora. Si trattava di uno scavo autorizzato. Nessuna mancanza della sorveglianza archeologica. "Perché allora il funzionario della soprintendenza aveva sparato a zero come se fosse stato uno scempio esagerato?", interroga ancora Panzieri proseguendo nella ricostruzione dei fatti smentendo che ci sia stato "un danno archeologico". E ribadendo a più riprese che "non sono state fatte sufficienti indagini". Parla di "accuse totalmente pretestuose", l’avvocato Sandro Sicilia. "Il processo ha avuto la bontà di mettere a fuoco tutta la questione e di dimostrare la non colpevolezza della Biagini". Che descrive come "una professionista seria con 30 anni di attività sulle spalle che da 5 anni si trova sotto processo, marginalizzata nel suo lavoro". Chiede l’assoluzione al giudice Pollini per chiudere una vicenda che a giudizio della difesa non doveva proprio arrivare in aula. Come si ricorderà, nell’aprile 2021 il pm Daniele Rosa (ora a Livorno) aveva archiviato per tre indagati: l’allora sindaco Luigi De Mossi che annunciò l’avviso di garanzia nel gennaio di quell’anno in una conferenza stampa ed è stato poi testimone nel processo Biagini. Archiviazione anche per l’ingegner Francesco Montagnani, responsabile del procedimento e dirigente all’epoca dei lavori pubblici del Comune, infine uscì di scena il maestro d’arte Antonio Lauria, titolare dell’impresa che aveva fatto l’intervento al Santa Maria della Scala. La parola fine sulla vicenda non è arrivata ieri ma sarà pronunciata dal giudice Pollini il 16 luglio prossimo. Ha rinviato l’udienza per eventuali repliche e per il verdetto.