ORLANDO PACCHIANI
Cronaca

La Torre del Mangia, le cronache e le ricerche fondamentali di Lisini

Per datare l’edificazione della Torre del Mangia consultiamo Alessandro Lisini (1851-1945), direttore dell’Archivio di Stato, ricercatore benemerito, ad esempio per...

La Torre del Mangia, vista dal Cortile del Podestà, svetta sulla piazza del Campo

La Torre del Mangia, vista dal Cortile del Podestà, svetta sulla piazza del Campo

Per datare l’edificazione della Torre del Mangia consultiamo Alessandro Lisini (1851-1945), direttore dell’Archivio di Stato, ricercatore benemerito, ad esempio per la Pia dantesca. Fu lui a effettuare la ricerca documentaria rimasta fondamentale anche sui lavori per la Torre, accertati a partire dal 1338. Non sono seguite novità significative, che io sappia, per cui le sue pagine addirittura del 1894 furono riprodotte nel prezioso volumetto sulla Torre di Aldo Cairola, del 1985. Questo va menzionato oggi, anche perché pubblicato a cura di Alessandro Falassi, ora ricordato essendo passati ormai 50 anni dal classico volume sul Palio La terra in Piazza, suo e di Alan Dundes (Berkeley 1975).

Il 1325 si deve alla maggiore cronaca senese, edita proprio da Lisini nella Raccolta degli storici italiani dell’Istituto storico italiano per il medioevo quasi un secolo fa, ma non va preso per oro colato. Come lo stesso Lisini avvertiva, la cronaca era il risultato della rielaborazione di un testo più antico di cui non esiste l’originale o comunque manoscritti coevi. Più scrittori arricchirono la ‘base’, perché riconosciuta buona, con notizie via via ritenute interessanti. Le cronache non avevano copyright, come i testi aperti ora circolanti on line.

Il che vale soprattutto quando trattano del periodo dei Nove (al governo negli anni 1287-1355). Allora l’area del Campo e del Palazzo comunale assunse una conformazione (ma non l’arredo) pressoché definitiva. Ebbene, i Nove furono quasi ininterrottamente al governo di Siena per tanti secoli e il mito (e la realtà) di quei loro lontani decenni di governo vennero contrassegnati dal Buongoverno, per la sua eccellenza e visto che Ambrogio Lorenzetti fu politicamente attivo tra di loro.

Fu dei Nove l’idea vincente sulla lunga durata del binomio di Comune e Popolo attestato dalla stessa Torre del Mangia, ove la Balzana include il Leone del Popolo. Il monumento è stato rafforzato nei secoli, ma non modificato per essere armonizzato alle novità politiche. I potenti non vennero esclusi dalla vita politica. Si tentò con successo, allora e dopo, di collaborare pacificamente. Anche il Palio delle contrade si affermò grazie a questa convergenza.