
Il capitano dei Servi è convinto che Giuseppe Zedde possa alzare ancora il nerbo "Abbiamo alcune caratteristiche in comune: entrambi freddi, razionali. Caparbi? Più lui di me" .
Chi era più convinto della vittoria il capitano o Gingillo? "Ero abbastanza convinto perché Anda e Bola era un cavallo che volevo e la monta era quella di Giuseppe Zedde".
Le vere radici di questo successo dove affondano? "In Giuseppe ho sempre avuto una grossa fiducia come professionista, oltre al buon rapporto anche personale. Mi è sempre piaciuto anche quando ha fatto corse meno in evidenza. Secondo me ha doti importanti per il Palio. Anche quando facevo il mangino, con il capitano di allora, ho cercato di avvicinare Giuseppe al Montone. Quando sono stato eletto capitano ho ripreso questo rapporto in maniera importante, non solo con lui. Quando mi è capitata l’occasione di affondare il coltello l’ho fatto. A luglio abbiamo fatto un palio dove ci credevamo, di rincorsa ma importante. Nel 2024 non c’era la situazione ideale per portarlo nei Servi, quest’anno sì".
Arrivo al bandierino: il primo pensiero. "I Palii li ho rivinti ma da capitano, sul palco, l’emozione mi ha ammutolito all’inizio. Sono rimasto fermo pensando ’ce l’ho fatta davvero’. Ci credevo, ma c’erano altre situazioni importanti, come si è visto dalla corsa".
L’ultima cosa detta alla moglie, il capitano idealmente, Gingillo a quattr’occhi. "Ovviamente ho pensato a Laura in tutti e tre i giri, pensavo che mi avrebbe aiutato dal cielo, dico la verità".
Quante bugie avete detto in questo Palio? "Non sono bugiardo, anche se nella vita è chiaro che qualche bugia si è detta tutti. Nel Palio mi piace dire le cose che posso fare e quelle che non posso. Per l’Assunta è stato così".
Prima di uscire dall’Entrone: parole? Abbracci? Sguardi? "Tutto quello che hai detto. Ciò che si doveva era stato detto nei 4 giorni. Io con lui mi intendo un po’ a sguardi".
Il momento, nei quattro giorni, che non dimenticherai mai. "Quando sono andato a prenderlo e l’ho portato nel Montone, mi vengono i brividi anche ora. Ha superato ogni aspettativa. Una Contrada grande, vedi giovani, bambini, adulti, tutti... non lo dimenticherò".
Mossa da annullare? Non valida? "Per me valida. Buonissima".
Al Valdimontone e a Gingillo sono stati restituiti in questo Palio favori fatti? "Non vedo grossi favori ma nemmeno danneggiamenti".
Togliti un sassolino dalla scarpa. "Ero rimasto male dello scorso Palio di luglio e anche di quello del 2024. Di quest’ultimo malissimo, per me era quasi un calcio di rigore. Rappresentano un unico sassolino".
Gingillo e Tittia: questi i nomi di punta del 2026? "Parlando di Tittia che gli vuoi dire, ha vinto 11 Palii. Gingillo, per quanto è bravo ha vinto troppo poco. Quindi è in tempo a farlo ancora. I quarantenni? E’ cambiata la vita, il sistema di gestirsi, tra alimentazione e allenamento, è tutto diverso rispetto al passato. Gli anni si sono ’alzati’ sicuramente per il Palio".
Dovendo definire questo Palio conquistato con una parola? "Speciale? Eccezionale? Direi meritato".
Sembrate entrambi freddi, razionali, caparbi. Chi lo è di più? "Freddo sì, tutti mi dicono che le cose mi scivolano addosso. Non c’è mica bisogno di fare tante esternazioni, io sono così. Razionali lo siamo tutti e due. Caparbio? Gingillo lo è di più, però anche io se ho un progetto da portare avanti vado fino in fondo".
La.Valde.