
"VIOLENT è l’acronimo di ’VIolenze e mOLEstie verso gli operatori saNiTari’, progetto finanziato da Unisi", spiega Giovanni Calvellini, docente del...
"VIOLENT è l’acronimo di ’VIolenze e mOLEstie verso gli operatori saNiTari’, progetto finanziato da Unisi", spiega Giovanni Calvellini, docente del Dipartimento di Giurisprudenza e ’principal investigator’ del progetto in questione, una "ricerca cui collaborano Elena Casprini (associata di Economia e gestione delle imprese), Simone Gitto (associato di Ingegneria gestionale) e il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche e delle Neuroscienze".
Ci spieghi il progetto? "E’ un progetto a carattere interdisciplinare, che coinvolge e integra il diritto, l’ingegneria, l’economia, la medicina e la psicologia. L’idea parte da una costatazione: il fenomeno della violenza e molestie sul lavoro è sovente sottovalutato, tollerato e accettato all’interno dei gruppi di lavoro, finanche da parte delle vittime, specie ove si tratti di contesti, come quello ospedaliero, particolarmente esposti al rischio che esso si verifichi. E’ dunque utile comprendere il rilievo del problema facendo emergere il sommerso e valutando i possibili rischi sul piano medico-legale cui esso si accompagna. Per farlo abbiamo pensato di sviluppare una app, chiamata VIOLENT, attraverso la quale somministrare questionari alle lavoratrici e lavoratori operanti in strutture del sistema sanitario. I vantaggi dell’utilizzo di questo strumento sono evidenti: raccolta di dati su larga scala e in tempo reale, anonimato, accessibilità e economicità".
Il modus operandi della ricerca? "I risultati delle rilevazioni verranno integrati con quelli derivanti da altri due ambiti. In primis, con quelli dell’analisi delle questioni giuridiche che il tema richiama, tra le quali il contrasto alle discriminazioni e molestie sul lavoro, i contorni dell’obbligo del datore di lavoro di tutelare la salute dei dipendenti e i limiti entro i quali le lesioni causate danno diritto alla tutela previdenziale per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. In secundis, al fine di migliorare la sostenibilità sociale in ambito ospedaliero, si è pensato di investigare come violenze e molestie siano collegate alla performance individuale e di gruppo e quali siano le best practices poste in essere dalle strutture sanitarie".
L’obiettivo? "Partendo dalle informazioni raccolte tramite la app, la ricerca si propone di descrivere la percezione, il rilievo e i tratti del fenomeno della violenza e delle molestie nei confronti delle operatrici e operatori sanitari, valutarne le potenzialità lesive per la salute, comprenderne l’impatto sulla performance e ricostruire il quadro giuridico-lavoristico e giuridico-previdenziale di riferimento".
Durata e risultati? "Il progetto ha durata biennale e si concluderà all’inizio del 2027. Ci troviamo nella fase iniziale, che ci ha impegnato, tra l’altro, nella definizione della metodologia d’indagine, nell’individuazione delle collaborazioni istituzionali, nella risoluzione delle questioni attinenti il trattamento dei dati personali e nel progetto di sviluppo della app. Per il momento, dunque, la ricerca non ha prodotto evidenze. Ma sono convinto che emergeranno risultati molto interessanti, che prevediamo di diffondere attraverso iniziative convegnistiche e pubblicazioni scientifiche".